Disavanzo da 25 milioni di euro: il Comune annuncia il pre-dissesto

Mercoledì 18 Settembre 2019 di Francesco RIBEZZO PICCININ

Dieci milioni di euro di squilibrio strutturale tra entrate ed uscite, che dunque si accumulano anno dopo anno, debiti fuori bilancio che aumentano giorno dopo giorno e crediti vantati ma esistenti solo sulla carta. Arriva a 25 milioni di euro il disavanzo del Comune di Brindisi, che proprio per questo ha scelto di optare per il Piano di riequilibrio pluriennale, noto anche come pre-dissesto, una procedura prevista dalla legge e finalizzata proprio ad evitare il dissesto finanziario dell'ente.

Ad annunciare la decisione da parte dell'amministrazione comunale è stato, ieri mattina, il sindaco Riccardo Rossi, subito dopo l'incontro con i capigruppo consiliari, ai quali ha riferito la grave situazione economica dell'ente. «Nel prossimo consiglio comunale - ha spiegato il primo cittadino - dichiareremo lo squilibrio finanziario dei conti del Comune, avviando le procedure previste dalla norma per un riequilibrio pluriennale del disavanzo. Mi sembra infatti che dopo un anno di attività amministrativa abbiamo oggi tutte le conoscenze sui dati economici reali del Comune. Questo ci porta a dire che l'operazione di riequilibrio è assolutamente necessaria».

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Le criticità del bilancio comunale, ha ricordato Rossi, sono dovute «ad uno squilibrio strutturale tra entrate ed uscite, che differiscono per circa 10 milioni di euro. Questo è il prodotto degli ultimi dieci o quindici anni di amministrazione comunale e viene reso evidente da tutti i testi di armonizzazione del bilancio prodotti in questi anni, che producono il cosiddetto fondo crediti di dubbia esigibilità, spostando i fondi da cassa a competenza» e, di fatto, congelandoli. «Questo - ha sottolineato - crea uno squilibrio fortissimo nei conti. Al quale si aggiungono altre questioni emerse in questo anno: una mole notevole di debiti fuori bilancio, solo nell'ultimo mese si è accumulato oltre un milione di euro, da contenziosi giudiziari. Per non parlare dei residui attivi, i crediti vantati dal Comune, che sono in buona parte da dimostrare». Per questo, ha concluso, «è necessario tirare una riga, mettere in sicurezza il bilancio e andare avanti».

Cosa comporterà, nella pratica, la scelta della procedura di riequilibrio pluriennale? L'aumento al massimo delle aliquote dei tributi locali (che tuttavia l'amministrazione ha trovato al massimo consentito dalla legge già al suo insediamento), l'obbligo di coprire con le entrate almeno il 36 per cento delle spese sostenute per i servizi a domanda individuale come asili nido o ticket per gli impianti sportivi (a Brindisi la copertura è già superiore, benché di poco, al 36 per cento), la revisione straordinaria dei residui attivi e passivi ma, soprattutto, una rigorosa revisione delle spese, con l'indicazione di precisi obiettivi di riduzione, la valutazione dei costi di tutti i servizi erogati e delle società partecipate con relativi costi a carico dell'ente. Non dovrebbe essere utilizzato, invece, il prestito da parte dello Stato per il pagamento dei debiti fuori bilancio, che renderebbe ancora più restrittivi gli obblighi.

La procedura prevede, dopo la dichiarazione di squilibrio in Consiglio, novanta giorni di tempo per la redazione di un Piano di riequilibrio pluriennale, da sottoporre a Corte dei conti e ministero dell'Interno, che devono approvarlo. Un iter che richiede tempi lunghi, tanto che le misure saranno applicate fin da subito, in particolare verosimilmente dall'inizio del prossimo anno, in attesa del via libera di ministero e Corte dei conti.
«È un momento - ha aggiunto Rossi - per fare chiarezza e ripulire il bilancio del Comune. I nodi, prima o poi, vengono al pettine e certe situazioni devono essere affrontate. Noi avanzeremo le nostre proposte ed apriremo la discussione con tutti i gruppi politici.

Chiunque potrà fare le proprie valutazioni e proposte, dopo di che chi ha l'onore e l'onere di governare dovrà assumersi le sue responsabilità. Ma dal punto di vista dei cittadini mi sento di dire, da un lato, che la situazione difficile, ma è bene che lo si sappia. Però non è catastrofica come alcuni vogliono sostenere. Anzi, è una situazione che accomuna tantissimi enti locali». A chi contestava all'amministrazione le spese eccessive (circa 500mila euro in totale) per eventi ed iniziative estive nonostante la difficile situazione dei conti, Rossi ha risposto rivendicando quelle scelte.

«Non le vediamo - ha detto il sindaco - come semplici feste ma come parte del modello di sviluppo della città. Brindisi in questo modo può attrarre cittadini ma anche tantissimi turisti. L'attrattività di un territorio è fatta anche di questo: eventi culturali, sportivi, musicali e teatrali che animano la passione delle persone e le fanno spostare, creando ricadute economiche e d'immagine. Per questo penso che anche in una stagione difficile manterremo quelle spese che riteniamo investimenti, facendo naturalmente tutte le valutazioni del caso».

Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 16:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA