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Discarica Martucci choc: dagli scavi emergono rifiuti interrati

Discarica Martucci choc: dagli scavi emergono rifiuti interrati
4 Minuti di Lettura
Giovedì 7 Aprile 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 12 Aprile, 16:33

Durante lo svolgimento degli interventi di monitoraggio ambientale che il comune di Mola di Bari ha appaltato e sta svolgendo all’interno del terzo lotto della discarica di contrada Martucci, alla profondità di circa 4 metri dal piano di campagna, sono stati rinvenuti rifiuti solidi urbani, oltre alla presenza di un telo impermeabilizzante in materiale polimerico. Il punto dove è stato effettuato il ritrovamento è stato uno dei tre individuati dal comune di Mola (autorizzato da Arpa Puglia e Regione Puglia) in corrispondenza dei quali avrebbe dovuto esserci roccia o suolo esterno ad abbancamenti di rifiuti. Il rinvenimento dei rifiuti è avvenuto mentre la Sime srl, in qualità di ditta subappaltatrice come da contratto con la ditta Barone Costruzioni, stava effettuando i lavori di escavazione del pozzo numero 3 (in ordine crescente, dopo aver realizzato i pozzi 1 e 2) al fine di poter raggiungere le acque di falda che saranno oggetto di prelievo, analisi e monitoraggio.

I sindaci

A confermare la notizia ieri i sindaci di Mola, Giuseppe Colonna e di Conversano, Giuseppe Lovascio. Le amministrazioni ne hanno dato immediatamente comunicazione al sostituito procuratore della Repubblica del Tribunale di Bari, Baldo Pisani e alla gip, Ilaria Casu cui chiedono di provvedere con estrema urgenza alla verifica di quanto rinvenuto, al fine di poter prevenire danni ambientali e rischi da potenziale inquinamento. Il direttore dei lavori, incaricato dalla stazione appaltante, Francesco Pezzati, ha ordinato l’immediata sospensione dei lavori e ne ha dato relativa comunicazione informale all’Arpa Puglia e, successivamente, comunicazione ufficiale agli enti interessati. Per coloro che da anni combattono questa battaglia non è certo una sorpresa. Il presidente del comitato “Chiudiamo la discarica Martucci”, per esempio, lo denuncia da anni: «Tanto per ricordare. Già nell’incidente probatorio del processo penale per disastro ambientale, davanti al giudice Diella, nel 2015, si scoprì che vi erano degli interramenti abusivi di rifiuti al di fuori dei limiti del lotto 3, come da relazione dei periti Boeri, Martelloni e Isolani. Così come fu scoperto il lotto di interramento abusivo di rifiuti al di fuori dell’area Martucci, al di là della strada laterale allo stesso lotto 3 e dei quali gli avvocati di parte civile non seppero fare tesoro. D’altro canto la relazione peritale era chiara: in particolare lo scavo 5, ha rilevato la presenza al suo interno, a partire dalla profondità di circa 50 cm, fino a fondo scavo, di rifiuti costituiti in prevalenza da sacchi e frammenti di sacchi in plastica, distribuiti in modo eterogeneo con il terreno. E questo è soltanto un piccolo stralcio...». L’altro comitato sorto a difesa del territorio ed favore della chiusura di Discarica Martucci, “Stop Martucci”, rincara la dose: «Dieci anni fa, il 27 marzo 2012, Domenico Lestingi - ricorda - con uno scavatore mostrò a tutti i rifiuti illegalmente sotterrati nelle campagne all’esterno della discarica Martucci.

Le nuove perforazioni

A distanza di dieci anni, da qualche settimana, si è tornati a fare dei buchi nei dintorni dell’area di discarica, questa volta per degli interventi di monitoraggio ambientale, ed ora tali perforazioni hanno rinvenuto, a circa 4 metri di profondità, dei rifiuti, presumibilmente di tipo solido urbano, ed un telo impermeabilizzante in materiale polimerico. Sembra che in contrada Martucci basti scavare per trovare immondizia dove invece dovrebbe esserci solo campagna, frutti o verdura. A noi non resta che continuare a chiederci e a chiedere se sia normale che una simile terra dei fuochi, perché di questo potenzialmente parliamo, non sia mai stata completamente confiscata, bonificata e restituita alla comunità. Dopo decenni di disastri ambientali scoperti. Quanta gente si è ammalata a causa dell’inquinamento della falda acquifera che ha, forse, pure avvelenato le produzioni agricole poi consumate?», chiude il comitato “Stop Martucci”. 

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