Addio a Sandro Petrone, storico volto del Tg2. Fu tra i primi giornalisti di Quotidiano

Venerdì 15 Maggio 2020
Morto Sandro Petrone, storico volto del Tg2: il giornalista aveva 66 anni

Lutto nel mondo del giornalismo. È scomparso nella notte il giornalista napoletano Sandro Petrone, storico volto del Tg2. Aveva compiuto 66 anni nel febbraio scorso. Non è riuscito a vincere la sua lunga battaglia con un tumore che lo aveva colpito ai polmoni subito dopo la sua lunga attività con la Rai da inviato speciale di guerra in tutto il mondo. Aveva iniziato la sua attività professionale con esperienze nelle primissime radio private. Sul finire degli anni Settanta fu tra i primi giornalisti di Quotidiano (oggi Nuovo Quotidiano di Puglia), firma della redazione di Taranto. Il direttore dell'epoca, Beppe Lopez, così lo ricorda in un lungo post su Facebook: "Ciao Sandro, sei stato mio figlio e mio fratello, allievo e compagno di avventure professionali, autorevole collega e popolare conduttore, illustre inviato e accademico. Soprattutto sei stato, sei e sarai per sempre un grande, enorme amico. Uno di quelli che ti riempiono la vita e la riempiono a te. Ci penso solo adesso: ci conosciamo da più di quarant’anni... Allora facemmo insieme, insieme a un drappello di altri giovani avventurosi, la “rivoluzione” del Quotidiano di Brindisi, Lecce e Taranto, che ruppe il secolare monopolio dell’informazione in Puglia (e nel nostro amato Sud). Era il 1979.  Quel rapporto – fra giovane direttore e giovanissimo redattore della redazione tarantina – fu solo l’inizio del nostro rapporto fraterno, affettuoso, di cuore e di testa...Ti abbraccio forte, ancora una volta, come sempre. Abbraccio i tuoi figli amatissimi, che avevano/hanno un padre amatissimo. Abbraccio le tue/mie sorelle. Abbraccio idealmente la tua splendida mamma e il tuo ironico, colto, napoletanissimo papà…"


Fu assunto nel 1985 dal Giornale di Napoli di Orazio Mazzoni nella redazione spettacoli. «Una grave perdita per il giornalismo, un esempio per tutti», commenta il direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano. «Io ricordo Petrone come un grandissimo professionista, una persona puntuale, innamorata di questo mestiere che in ogni cosa che faceva metteva entusiasmo della prima ora. Per lui il giornalismo non è mai stato una routine - osserva Sangiuliano - ma una ricerca attenta e un'indagine permanente della realtà».

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Dal 1987 sviluppa la sua esperienza nella Telemontecarlo dei brasiliani (Rede Globo) come reporter di guerra. Dal 1993 viene assunto in Rai dove si fa valere per le sue qualità di inviato e successivamente di conduttore del Tg2. Ha insegnato sin dal 1989 comunicazioni di massa e giornalismo in scuole e università, anche all'estero. Scrisse il libro "Il linguaggio delle news" edito da Rizzoli. Ma la sua grande passione coltivata sin da ragazzo è stata la musica. Fu esponente della corrente culturale musicale partenopea cosiddetta Vesu-wave, legato al movimento dei cantautori italiani. Ha pubblicato anche un album "Last call - note di un inviato". Come inviato è stato il primo italiano a trasmettere dal Kuwait liberato, dalla ex Jugoslavia, dal Kosovo, dall'Iraq. Suoi i servizi del Tg2 dagli Usa sugli attentati dell'11 settembre e da Madrid su quelli dell'11 marzo. Autore di programmi televisivi, di documentari e di interessanti inchieste e reportage.

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Dopo aver lasciato in gioventù la sua attività di cantautore affianco a Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Pino Daniele e del suo amico di sempre Tony Cercola, ha continuato a scrivere canzoni, quasi sempre ispirate a fatti di cronaca. Ha raccolto canzoni in un cd intitolato "Blues in blu" legandosi alle avanguardie e promuovendo glie sperimenti dei giovani musicisti italiani. Sandro Petrone lascia un ricordo indelebile di grande giornalista e di un professionista con tanta umanità. «Era orgoglioso e appassionato del suo lavoro. Sempre gentile. Pronto a partire. Un professionista che amava la tv, amava la Rai, credeva nel Servizio Pubblico». Così in una nota il ricordo dell'Esecutivo Usigrai.

«Addio a Sandro Petrone, una vita trascorsa al Tg2 Rai prima come inviato nei teatri di guerra internazionali poi capo della redazione esteri. Era anche musicista. Aveva dedicato album alla sua malattia: SoloFumo. Lo presentò a Sanremo nel 2018». 

Ultimo aggiornamento: 16:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA