Lockdown e Dpcm, le modifiche richieste dal Cts: «Chiusure nei weekend come a Natale, rafforzare misure zona gialla»

Lockdown weekend Italia, Dpcm verso la modifica: vertice d'urgenza con il Cts
Lockdown weekend Italia, Dpcm verso la modifica: vertice d'urgenza con il Cts
di Mario Landi
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Martedì 9 Marzo 2021, 10:36 - Ultimo aggiornamento: 15:28

Rafforzare le misure per le zone gialle, con l'obiettivo di ridurre i contatti tra le persone; zone rosse locali con misure più stringenti e severe, sul modello Codogno, chiusure nei fine settimana, come già fatto durante le vacanze di Natale. Sono alcune delle indicazioni che gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno dato al governo alla luce dell'aumento dei contagi. Gli esperti avrebbero anche segnalato la necessità di ridurre l'incidenza per ristabilire il contact tracing. Inoltre per i tecnici è necessario estendere la campagna vaccinale a più soggetti possibili e nei tempi più brevi possibile. Segnalata anche la necessità di potenziare il sequenziamento del virus per individuare prima possibile le varianti.

Lockdown weekend modello Natale, stop negozi con le scuole chiuse e niente vaccini in zone più colpite?

Le ipotesi

In base alle indicazioni del Cts nelle prossime ore il governo potrebbe modificare l'ultimo dpcm: al momento l'ipotesi di tre settimane di lockdown generalizzato di tre settimane non parrebbe prevalere. Si lavora principalmente su una stretta dei parametri che determinano l'ingresso di una Regione (o di una zona) in fascia rossa. Il Cts: baste che l'incidenza del contagio tocchi i 250 casi ogni 100.000 abitanti per far scattare lo scenario. E c'è poi dunque la strada del "modello Natale": lockdown nazionale nel weekend, o comunque quando su tutto il territorio nazionale si dovessero superare i 30.000 contagi giornalieri.

 

Giro di vite nelle aree a più alto rischio

Tra le ipotesi più gettonate sul tavolo del Cts e della Cabina c'è quindi quella che riguarda l’aumento delle zone rosse che potrebbero essere istituite “saltando” la lunga procedura prevista al momento che interviene sulla base di dati vecchi di 7/10 giorni. In sostanza la fascia rossa scatterebbe sulla base dei dati raccolti un paio di giorni prima dalle Regioni e non più su quelli validati dall’Iss ma che risalgono alla settimana precedente. L’altra ipotesi su cui si lavora è la serrata dei negozi almeno dove sono chiuse le scuole. L’obiettivo è chiarissimo: evitare che i ragazzi facciano le lezioni scolastiche da casa al mattino e al pomeriggio si riversino nei centri commerciali, col rischio di contagiarsi a causa della variante inglese che «sceglie» i più giovani. 

Modello Natale 

Italia in rosso nei week-end Un’altra idea che circola con insistenza è quella di riprendere il cosiddetto “modello Natale” ovvero la decisione di passare in fascia rossa l’intero Paese per i giorni festivi o prefestivi e in arancione i giorni feriali. Ma potrebbero essere prese misure innovative come la sospensione delle vaccinazioni di massa in alcune aree (la circolazione delle persone comporta automaticamente un aumento dei contagi) e, al contrario, la concentrazione delle somministrazioni nei centri urbani più colpiti.

 

Coprifuoco anticipato

Altra ipotesi sul tappeto è quella di rendere ancora più rossa la fascia rossa nelle micro-zone dove la variante inglese e quella brasiliana già la fanno da padrone. Si potrebbe allargare ulteriormente le chiusure che già, in base all’ultimo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Mario Draghi, prevedono la serrata anche dei parrucchieri e dei barbieri. Nella peggiore delle ipotesi - e sempre per aree limitate - potrebbe scattare un anticipo del coprifuoco addirittura fino alle 19.

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