Super zona rossa, cosa è? Dagli spostamenti (molto ridotti) alle urgenze, ecco il modello Cts

Super zona rossa, cosa è? Dagli spostamenti (molto ridotti) alle urgenze, ecco il modello Cts
Super zona rossa, cosa è? Dagli spostamenti (molto ridotti) alle urgenze, ecco il modello Cts
di Stefania Piras
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Lunedì 8 Marzo 2021, 14:26 - Ultimo aggiornamento: 9 Marzo, 00:58

ROMA - Uscite di casa solo per lavoro, per necessità come la spesa, urgenza tipo andare in ospedale. O per andare andare a fare il vaccino anti Covid. Stringi stringi, il disegno di mobilità ridotta che desidera il Comitato tecnico scientifico sarebbe questo. Una blindatura totale e vaccini a tutto spiano, o ancora: vaccini mirati nelle zone che hanno urgenza di frenare la curva. Si parla di una super zona rossa. In cosa consiste? Weekend blindati e anticipazione del coprifuoco, in sostanza.

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Il sistema dei colori, e delle sue sfumature, serve a tenere traccia dell'aggressività del coronavirus; questo è un aspetto fondamentale perché abbiamo imparato che la macchina amministrativo-sanitaria si muove meglio quando sa individuare e isolare contatti e focolai di positivi. Una delle (tante) variabili che si tiene sempre sotto osservazione è il rapporto tra positivi rilevati e tamponi molecolari. L'OMS mette tra il 3 e il 5% di rapporto tamponi eseguiti/positivi come soglia per avere una diffusione non più per focolai ma nella comunità. In altre parole se si va oltre il 5% non si riesce più a identificare, e quindi a circoscrivere, i focolai. Quando si supera il 5% la circolazione del virus diventa generalizzata (e quindi più pericolosa).

Covid, cresce l'allerta zone rosse

Si pensa di rafforzare le misure di contenimento e quindi di cambiare il colore delle regioni: dopo la zona arancione scuro potremmo infatti conoscere anche il rosso scuro, cioè la famigerata zona super rossa di cui si sta parlando in queste ore. 

Modello circolare Viminale

Difficile, difficilissimo controllare che le disposizioni di un Dpcm siano rispettate al millimetro. La norma ha l'obiettivo di contenere i contagi e di regolare una quotidianità messa già a dura prova dal virus. Per questo prima di attivare la temutissima opzione lockdown, si cerca di inasprire i controlli sulle restrizioni già in vigore. Il modello della super zona rossa è modellato sull'attenzione con cui è stata pensata l'ultima circolare del Viminale: quella sulla stretta nei weekend. I nemici in questo momento sono il tempo libero trascorso nella convivialità, in gruppo. È dura, ma è così. Nella circolare del Viminale infatti veniva raccomandata «particolare attenzione» alle aree dedicate allo svago e all'aggregazione nei giorni festivi e prefestivi «anche a seguito di recenti episodi di assembramento verificatisi in alcuni grandi capoluoghi nell’imminenza del “passaggio” a una zona caratterizzata da misure più restrittive». Il ragionamento dunque è: se nel weekend si riducessero mobilità e contatti non si spegnerebbe meglio e più in fretta l'incendio, l'entropia dei contagi? 

 

I governatori alle prese con le varianti

Le restrizioni sono chieste e prospettate dagli stessi governatori regionali. Anche gli aperturisti si trovano in difficoltà a fronteggiare l'ondata delle varianti Covid. Non possono che ragionare su nuove, possibili, magari flessibili e calibrate restrizioni. Ma restrizioni saranno. 

La pandemia non dà tregua: oggi che è lunedì in Piemonte si vedono già in zona rossa da lunedì prossimo, nonostante manchino cinque giorni al nuovo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità. «È molto probabile» che da lunedì prossimo il Piemonte entri in zona rossa. Ad affermarlo, in un'intervista a Radio Veronica One, l'assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi. «Il rischio zona rossa - dice - è piuttosto concreto. Ci avviciniamo ai 250 positivi ogni 100 mila abitanti, che è la soglia che fa scattare la zona rossa. Questa contagiosità molto elevata della variante inglese sta facendo aumentare in modo molto significativo i contagi» sottolinea Icardi anticipando che «domani sera avremo tutti i dati e mercoledì mattina potremo già dare una proiezione, ma è probabile».

Le varianti corrono, questa è una possibile spiegazione dell'allarme che arriva da un territorio colpitissimo come quello piemontese che fa rima con quel che diceva solo pochi giorni fa il presidente di un'altra regione funestata dal coronavirus, dove si fasciano con i nastri bianchi e rossi le panchine e le giostre per non farle usare (succede a Carpi): l'Emilia Romagna. Stefano Bonaccini nel giro di un paio di settimane è passato a proporre la possibilità di aprire i ristorante la sera, dove i contagi lo consentissero, a dire: «La zona arancione non basta più». 

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Anche il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga dice di non sentirsi tranquillo nella sua zona arancione. La nuova comfort zone è la zona rossa? Vorrebbe alzare il livello delle restrizioni, sembra di capire. La regione Fvg in arancione «non ci lascia tranquilli. Su questo stiamo cercando di mettere in campo tutte le misure possibili sia per la situazione contingente sia per l'organizzazione vaccinale per la quale abbiamo aumentato notevolmente i numeri e per la quale stiamo chiedendo più dosi, fondamentali per velocizzare» le operazioni. Lo ha detto il governatore del Fvg Massimiliano Fedriga intervenendo all'emittente Radio Punto Zero di Trieste. Per quanto riguarda le scuole, Fedriga ha detto che si nota «ancora oggi un forte aumento dei contagi tra la fascia della popolazione 11-24 anni, che rispetto alle altre ondate era stata meno coinvolta dai contagi: «Abbiamo il segnale che anche la popolazione più giovane viene colpita». 

La super zona rossa e il lockdown

Attualmente la zona rossa scatta con  250 contagi su 100mila abitanti in sette giorni, parametro questo individuato per imporre nelle scuole la didattica a distanza e stoppare quella in presenza, fonte di possibili contagi. Diverse regioni stanno raggiungendo questa soglia. Si pensa dunque a chiusure mirate nel weekend (la movida e il tempo libero fanno paura),  didattica a distanza per tutti, e poi c'è anche l'ipotesi del coprifuoco anticipato alle 20. Insomma un passo, prima del lockdown.

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