Lockdown a Napoli, la prima notte di chiusura si trasforma in una guerriglia urbana

Sabato 24 Ottobre 2020 di Antonio Folle

Un'aggressione organizzata militarmente, con tanto di "regia" occulta che guidava i vari gruppi all'assalto di polizia e carabinieri che cercavano disperatamente di difendere il perimetro di palazzo Santa Lucia. Sampietrini strappati e lanciati contro le forze dell'ordine, cassonetti incendiati, aggressioni ai giornalisti, lanci di fumogeni e cariche di alleggerimento. Due arresti per gli scontri con la polizia - un centinaio di agenti in tenuta antisommossa - e lanci di lacrimogeni e petardi, soprattutto davanti al palazzo della Regione.

Questo il bilancio della prima notte di coprifuoco in Campania. Un bilancio pesantissimo con migliaia di euro di danni causati dalla furia cieca di gruppi di estremisti e di violenti che si sono "infiltrati" nella pacifica manifestazione organizzata ieri pomeriggio da commercianti e cittadini dopo l'annuncio, da parte del presidente De Luca, del prossimo lockdown in Campania.

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Su circa tremila persone che hanno preso parte alla manifestazione, però, a Santa Lucia sono arrivati ben pochi commercianti e pacifici cittadini. Le tensioni sono cominciate poco dopo le 23.00 a via Cesario Console, quando alcuni gruppi di facinorosi a bordo di scooter di grossa cilindrata hanno organizzato un blocco stradale improvvisato, paralizzando la circolazione per diversi minuti. Il blocco stradale si è sciolto autonomamente quando, richiamati dalle sirene degli automezzi delle forze dell'ordine, i manifestanti si sono recati di corsa a Santa Lucia, dove, nei pressi del palazzo della Regione, hanno dato manforte ad un secondo corteo che proveniva dal lungomare.

 

Presi tra due fuochi - che presto sarebbero diventati tre - i circa 100 agenti presenti in quel momento hanno faticato non poco per mantenere l'ordine. Fatti segno del lancio di sassi e di fumogeni, dopo qualche minuto i carabinieri hanno cominciato il loro "contrattacco" con i lacrimogeni, allontanando per qualche istante i violenti che si avvicinavano dal lungomare. La tensione è salita alle stelle quando un terzo gruppo - segno di una strategia d'assalto ben congegnata e organizzata - è arrivato dalla direzione di via Chiatamone ed ha praticamente circondato il presidio delle forze dell'ordine.

Una violenza cieca, quella dei manifestanti, diretta anche contro alcuni incolpevoli giornalisti che avevano il "torto" di aver raccontato quello che stava accadendo in piazza. A poco sono serviti i pur generosi tentativi, da parte di alcuni commercianti, di tentare un dialogo con i funzionari di polizia per placare le violenze che stavano raggiungendo picchi preoccupanti. Dopo qualche minuto di calma apparente sono ricominciati gli scontri sul fronte lungomare e sul fronte di via Santa Lucia, costringendo un drappello di carabinieri ad affrontare i manifestanti, spinti su via Cesario Console da una carica di alleggerimento.

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Gli scontri, a cui i residenti della zona hanno assistito inorriditi da balconi e finestre, sono andati avanti per circa un'ora e mezza. Poco dopo la mezzanotte, infatti, i manifestanti hanno cominciato a disperdersi. Poco più di 200 persone sono rimaste davanti all'ingresso principale del palazzo della Regione, organizzando comizi più o meno improvvisati e continuando a inveire contro De Luca e contro i giornalisti. 

Niente a che vedere con una pacifica manifestazione di protesta nata in poche ore grazie ai social network. Il Questore di Napoli Alessandro Giuliano ha duramente stigmatizzato le violenze scatenate contro le forze dell'ordine. La netta sensazione è che dietro la regia degli scontri - almeno tre i fermati da parte delle forze dell'ordine - si siano nascosti gruppi di antagonisti e di "professionisti" degli scontri di piazza.

Durissima presa di posizione anche dal capo politico del Movimento Cinque Stelle Vito Crimi che, però, oltre a condannare le violenze ha esortato il governatore De Luca ad un atteggiamento maggiormente comprensivo nei confronti dei cittadini della Campania: «Quello che sta avvenendo in Campania non è accettabile - ha scritto su Facebook - comprendo l'esasperazione e i timori di tanti cittadini per la difficile situazione che stiamo vivendo, ma non posso credere che siano i commercianti gli autori di quella folle guerriglia urbana alla quale stiamo assistendo, quanto più persone che vogliono creare disordini. Rivolgo anche un appello al governatore De Luca - ha proseguito - affinchè si rivolga ai cittadini campani con maggiore spirito distensivo e minore aggressività. Non è giusto esasperare ulteriormente un popolo già fortemente provato da questa dura esperienza».

Tra poche ore, intanto, De Luca dovrebbe annunciare ufficialmente il lockdown già annunciato durante la sua ultima - seguitissima - diretta social. Le speranze di un dietro-front da parte dello sceriffo di Salerno sono ridotte al lumicino ma sono ancora molti, specie tra i commercianti e i ristoratori, che sperano in un intervento diretto da Roma che blocchi il provvedimento. 

Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre, 00:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA