«Controlli in piazze e strade e feste vietate». Il Viminale scrive ai prefetti in vista di Capodanno

Mercoledì 29 Dicembre 2021

Feste vietate anche all'aperto e controlli intensificati in vista del Capodanno. Stretta del Viminale a seguito del decreto legge emanato lo scorso 24 dicembre dal governo che ha introdotto ulteriori misure per il contenimento della pandemia. Obiettivo: ridurre al minimo i contagi da covid.

La circolare del Viminale 

Controlli intensificati per Capodanno per verificare il rispetto delle ultime disposizioni anti Covid, ovvero anche il divieto di feste nei locali e all'aperto, per paura di assembramenti, e l'obbligo di mascherina. È quanto dispone una circolare del Viminale, appena diramata,  inviata ai prefetti e che invita a controlli intensi e mirati, nelle giornate festive e prefestive, in particolare nelle zone centrali delle città e in quelle dove insistono più locali.

Secondo il Ministero dell'Interno in materia di controlli vi è «l'esigenza di un'accurata pianificazione dei servizi in concomitanza con il Capodanno», si legge nella circolare.  «In rilievo anche nelle giornate prefestive e festive» successive alla notte del 31 dicembre che «presumibilmente saranno connotate da un'intensa mobilità urbana, specie nelle zone centrali e in quelle comunque contraddistinte da una maggiore concentrazione di locali ed esercizi aperti al pubblico». «In materia di controlli sull'osservanza delle disposizioni finalizzate al contenimento dell'epidemia» si sottolinea «l'esigenza di una accurata pianificazione dei servizi in concomitanza con il Capodanno». 

Il decreto del 24 dicembre: ecco cosa prevede

Il decreto Covid, approvato lo scorso 24 dicembre, sarà valido fino al 15 gennaio.
Prima novità, l’introduzione del certificato rafforzato che sarà rilasciato solo ai guariti da Covid, a chi ha completato da meno di nove mesi almeno un ciclo vaccinale o chi ha effettuato la terza dose. Obiettivo principale, rendere sicure le vacanze natalizie e scongiurare ulteriori chiusure delle imprese, come accaduto lo scorso anno. Con questo lasciapassare si potrà condurre una vita quasi normale anche in zona gialla e arancione. Necessario esibirlo per accedere ai ristoranti al chiuso, per la consumazione al tavolo nei bar, per cinema, stadio, teatri, feste private e non e discoteche.

Servirà invece il green pass “base”, che si ottiene con vaccinazione (anche una sola dose) e con il tampone, per andare al lavoro, per viaggiare in treno e in aereo e per accedere ai mezzi di trasporto pubblico locale, bus e treni regionali, e autobus, metropolitane e tram delle linee cittadine. Stessa regola anche per partecipare a feste di matrimonio o battesimo, per andare in piscina, centri benessere, palestre, musei, sagre, fiere e convegni. Nessuna limitazione per cenare o pranzare in ristoranti all’aperto e per consumare al bancone del bar, a eccezione dell’obbligo di utilizzare la mascherina entrando nel locale.

Obbligo di mascherina all'aperto e Ffp2 al chiuso in cinema, teatri, locali, e sui trasporti pubblici. Sul sito del Governo sono state pubblicate le risposte alle domande più frequenti. Bar e ristoranti resteranno aperti anche in caso di passaggio in zona arancione con le stesse regole mentre in zona gialla non c’è più il limite di quattro persone al tavolo perché possono sedersi solo vaccinati e guariti. 

Ultimo aggiornamento: 20:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA