Effetto Covid: diaria e rimborsi, ecco come cambiano le polizze salute

Effetto Covid: diaria e rimborsi, ecco come cambiano le polizze salute
di Marco Barbieri
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Giovedì 8 Aprile 2021, 10:55

Pochi, maledetti, subito (se possibile). La copertura sanitaria, soprattutto in tempi di crisi, è fatta di rimborsi. E di denaro sotto forma di “diaria”. Più del teleconsulto e delle varie forme di telemedicina, la prestazione con l’incremento più forte di richiesta (+25,2%) è proprio la “diaria”. Un indennizzo economico in caso di ricovero per Covid-19, o anche in caso di isolamento domiciliare, tamponi e test sierologici.

REPORT ANIA

Secondo l’ultimo report fornito da Ania (relativo al primo semestre 2020) i premi contabilizzati (polizze individuali e collettive) afferenti al ramo Malattia sono stati pari a 1,6 miliardi di euro. Per la prima volta, dal 2015, in calo (-1,8%) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, a causa anch’esso dell’effetto della pandemia; nei primi due mesi dell’anno la raccolta premi registrava un significativo incremento annuo di circa il 12%. La garanzia rimborso spese mediche rappresenta oltre il 68% dei premi contabilizzati, per un importo pari a 1,1 miliardi di euro (-4,2% rispetto al primo semestre 2019). La quota dei premi relativi alla garanzia diaria è stata pari a 225 milioni di euro, il 14,5% del totale premi, in sensibile aumento rispetto ai primi sei mesi del 2019 (+25,2%), dovuto principalmente all’emissione di nuove polizze pandemiche indennitarie per tale garanzia. Proiettando il dato su base annuale vuol dire che il mercato dell’assicurazione sanitaria in Italia vale poco più di 3 miliardi di euro. E riguarda circa 14,4 milioni di persone. Il 94% degli assicurati dispone di un’assicurazione sanitaria attraverso una polizza collettiva con un’incidenza del 70% sulla raccolta premi complessiva del mercato. I fondi contrattuali e gli altri Fondi sanitari integrativi rappresentano la stragrande maggioranza delle forme di mutualità. «Solo il 12% della raccolta è riconducibile a polizze collettive stipulate direttamente dalle aziende con le compagnie assicurative, ovvero in assenza di una cassa e/o di un fondo sanitario», spiegano da Intesa Sanpaolo Rbm Salute Spa (577 milioni di euro di premi), la compagnia che con UniSalute (510 milioni di raccolta premi) vanta la leadership del mercato. Insomma il Covid ha ridotto leggermente la sottoscrizione di nuove polizze sanitarie, proprio nel momento in cui si è manifestata una crescente attenzione al tema. Un paradosso solo all’apparenza. Più attenzione alla salute, ma meno spesa per la salute, visto che quasi 3 milioni di italiani hanno dovuto rinunciare alle cure mediche a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia. Secondo un’indagine realizzata per Facile.it (il sito di comparazione delle assicurazioni in Italia) quasi 4 milioni di italiani erano «intenzionati a sottoscrivere una polizza salute o vita proprio a seguito dell’esplosione dell’emergenza Covid» spiega Aligi Scotti, Direttore Business Unit assicurazioni non motor di Facile.it.

DIGITAL INSURANCE

Di certo si sta imponendo una nuova propensione a valutare un’assicurazione sanitaria, e una predisposizione all’innovazione tecnologica. «Le Compagnie iniziano ad orientarsi, a una velocità via via maggiore e con una consapevolezza diversa, verso la Digital Insurance e all’utilizzo delle tecnologie innovative anche per i prodotti e i servizi» commentano a UniSalute. Ma è la diaria la novità caratterizzante l’offerta assicurativa in questa stagione di emergenza Covid: «Tutte le polizze salute retail individuali della Compagnia danni del gruppo Poste Italiane hanno visto potenziate le soluzioni diaria e rimborso spese mediche da ricovero ospedaliero». Reale Mutua ritiene che «a partire dal 2020, l’emergenza Covid-19 ha incrementato la richiesta di polizze sanitarie, in particolare da parte delle aziende, per tutelare i propri dipendenti dal rischio contagio. Sono nati, quindi, prodotti sanitari a pacchetto, molto semplici, che operano esclusivamente in caso di ricovero per positività al Covid-19, con maggiorazioni in caso di ricorso alla terapia intensiva». «La pandemia ha fatto riflettere profondamente i cittadini sull’importanza di adottare stili di vita “new normal” e di investire maggiormente sul proprio benessere – conclude Marco Vecchietti, ad di Intesa Sanpaolo Rbm Salute – Credo che sia davvero arrivato il momento di iniziare a considerare l’assicurazione sanitaria non come un costo, ma come un investimento per la tutela della salute dei cittadini».

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