Esclusi dai sostegni, protestano i lavoratori agricoli in Puglia: «Esclusi dai ristori, il Governo ci ascolti»

Sabato 10 Aprile 2021
Dl Sostegni, sit-in di protesta dei lavoratori agricoli: «Esclusi dai ristori, il Governo ci ascolti»

Potrebbe essere decisiva la prossima settimana per l’imminente futuro dei 27mila lavoratori agricoli della provincia di Taranto sui circa 172mila braccianti occupati in Puglia. Questa mattina hanno tenuto un partecipato e riuscito sit in di protesta davanti al Palazzo della Prefettura contro l’esclusione dal decreto Sostegno e per il rinnovo del contratto provinciale. Il capo di gabinetto della Prefettura jonica, la dottoressa Maria Luisa Ruocco, ha recepito le loro istanze, impegnandosi a riferire tutto al prefetto Demetrio Martino già lunedì.

 

La nota dei sindacati

 

Durante il presidio di protesta i lavoratori hanno contestato «l'esclusione» dal decreto Sostegni varato dal governo per fronteggiare la crisi economica derivata dalla pandemia e per il rinnovo del contratto provinciale per operai agricoli e florovivaisti.

«L’intenzione - ha fatto sapere la dottoressa Ruocco ai segretari provinciali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, Lucia La Penna, Antonio La Fortuna e Antonio Trenta, ricevuti al termine della protesta - è quella di far pervenire  a Roma un documento per sollecitare una rapida soluzione della vertenza ed in modo particolare per chiedere chiarimenti sull’esclusione dei lavoratori agricoli dai sostegni concessi dal governo nazionale a quelle categorie che hanno perso produttività a causa della pandemia sanitaria da covid 19».

“E - precisano Trenta, La Penna e La Fortuna - nel caso specifico dei lavoratori agricoli, parliamo di oltre due milioni di giornate di lavoro non effettuate rispetto allo scorso anno». Per quanto riguarda invece le problematiche locali, e in modo specifico il mancato rinnovo del contratto provinciale del lavoro, le cui trattative procedono estremamente a rilento nonostante siano già stati abbondantemente superati i termini di scadenza, dalla Prefettura è stata espressa la volontà di contribuire ad accelerare l’iter, anche attraverso una convocazione presso il locale Palazzo del Governo di tutte le parti interessate, sia quelle datoriali che quelle sindacali e associative. 

 

 

Proteste anche a Bari

 

Questa mattina Fai, Flai e Uila hanno organizzato un presidio anche davanti alla prefettura di Bari, per protestare contro i provvedimenti del decreto Sostegni che - secondo il sindacato - «hanno ancora una volta penalizzato i lavoratori e le lavoratrici del settore agricolo, perpetrando una grave ingiustizia verso i 172mila braccianti occupati in Puglia, di cui 37mila solo a Bari».

«Una platea importante - rilevano - esclusa dal diritto a qualsiasi sostegno, malgrado abbia subìto la perdita di migliaia di giornate di lavoro a causa dell'emergenza Covid». «Alla delegata della prefettura di Bari che ci ha accolti abbiamo rappresentato le istanze di tutti quei lavoratori dimenticati dal Governo - dicono Fiore, Lepore e Buongiorno, segretari provinciali di Fai, Flai e Uila Bari - i lavoratori agricoli si sentono messi da parte, nonostante siano stati indispensabili in piena pandemia per assicurare la continuità degli approvvigionamenti di derrate alimentari».

Fai, Flai e Uila, pertanto, «chiedono alcune misure indispensabili a tutelare lavoratrici e lavoratori, quali il conteggio per l'anno 2020 delle stesse giornate di lavoro del 2019; l'introduzione del bonus per gli stagionali dell'agricoltura e la sua compatibilità con il reddito di emergenza; il riconoscimento di una cassa integrazione stabile per i pescatori».

Inoltre, proseguono, «abbiamo unitariamente posto quali punti essenziali anche la richiesta di riconoscere la clausola sulla condizionalità sociale nella politica agricola comune (Pac), affinché i contributi europei vadano solo a chi rispetta i contratti di lavoro e le leggi sociali». In piazza i sindacati hanno ribadito il proprio no ai voucher: «Siamo contrari al tentativo di semplificare ancora di più l'uso dei voucher in agricoltura, con gravi ricadute sulle tutele e i diritti dei lavoratori».

 

Ultimo aggiornamento: 21:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA