Parco eolico nel Mar Grande: «Il primo del Mediterraneo»

Parco eolico
Il primo parco eolico del Mediterraneo sarà a Taranto. È arrivato il via libera definitivo dopo diversi anni tra ricorsi, autorizzazioni e concessioni: nella rada di fronte al Molo Polisettoriale saranno installate dieci pale eoliche che forniranno una quantità di elettricità per 21mila famiglie all'anno.
L'iter amministrativo è durato più di dieci anni ed è stato finanziato da una banca d'affari francese per una somma di circa 82 milioni di euro. Un percorso molto travagliato - la strada in discesa dal 2015 in seguito a 6 anni di complesse vicende e battaglie legali: l'anno successivo, il decreto ministeriale con la relativa aggiudicazione - finalizzato al rilascio della concessione demaniale marittima trentennale: il comandante dalla Guardia Costiera di Taranto, capitano di vascello Giorgio Castronuovo, ha proceduto a consegnare formalmente alla società Beleolico srl (detenuta al 100% da Renexia del gruppo Toto) le aree demaniali marittime e specchi d'acqua dove sorgerà il parco eolico.
L'opera sarà costituita da 2 gruppi di aereo-generatori, per un totale di dieci pale eoliche, ubicati rispettivamente nella rada esterna del Mar Grande di Taranto e nella parte esterna della diga foranea del molo polisettoriale del porto, con profondità del fondale da quattro a diciotto metri ed una altezza mozzo di cento metri, occupando complessivamente più di 131mila metri quadrati di specchio acqueo e circa 500 metri quadrati di area demaniale marittima. L'impianto avrà una potenza nominale totale di 30 megawatt.
Nello specifico, il progetto sviluppato da Renexia includerà 10 turbine Senvion del tipo 3.0M122, specificamente adattate al difficile ambiente offshore. Il produttore mondiale di turbine eoliche ha appositamente sviluppato una procedura di installazione ad-hoc.
L'installazione e la messa in servizio sono previste per la seconda metà del 2019 e saranno divise in due gruppi: 4 più vicine al molo e 6 più al largo. Senvion fornirà anche i servizi di manutenzione per un periodo di 5 anni, con una opzione di estensione fino a 25 anni.
Dopo il suo completamento - già a fine anno potrebbe essere operativo in quanto il cantiere avrà tempi rapidi - il parco eolico fornirà elettricità sufficiente al fabbisogno di 21mila famiglie.
«Con grande soddisfazione riceviamo dal comandante Castronuovo lo specchio marittimo su cui sorgerà il primo parco eolico offshore in Italia e nel Mediterraneo - ha commentato Riccardo Toto, direttore generale di Renexia - Con questo progetto porteremo la nostra esperienza di impresa italiana impegnata nello sviluppo dei più grandi parchi eolici americani in Oceano Atlantico anche sulle sponde del nostro Mediterraneo. Un traguardo rilevante, il primo esempio di produzione di energia da turbine eoliche offshore in un mare italiano, reso possibile dalla collaborazione delle Istituzioni, sia a livello nazionale che locale, e dal contributo decisivo della Capitaneria di Porto di Taranto».
In questa vicenda, nel passato, ci sono stati anche contenziosi legali: in un ricorso del Comune di Taranto si sosteneva che l'autorizzazione in materia spettava alla Regione anziché allo Stato. Il Consiglio di Stato, però, bocciò sostanzialmente quella teoria indicando che la giurisdizione è nazionale. Successivamente gli impianti, dichiarati opere di pubblica utilità, sono stati autorizzati con provvedimento del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti all'esito di una conferenza di servizi che ha visto coinvolti tutti gli enti portatori di interesse che hanno espresso il proprio parere favorevole, con particolare riguardo anche al ministero dell'Ambiente che di concerto con il ministero per i Beni culturali ha espresso il giudizio favorevole di compatibilità ambientale del progetto. L'impianto offshore rappresenta non solo una assoluta novità a livello nazionale ma, in più in questa particolare tipologia di progetto near shore, con tali caratteristiche, un primato in tutto il Mediterraneo.
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Mercoledì 17 Aprile 2019 - Ultimo aggiornamento: 08:33