Baroni fa autrocritica: "C'è da sperare che la gara di Cosenza ci serva da lezione per il futuro"

Marco Baroni, allenatore del Lecce
Marco Baroni, allenatore del Lecce
di Tonio DE GIORGI
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Mercoledì 16 Marzo 2022, 05:00

Arrivati a quel punto, non ci credeva più nessuno. Blin ha rianimato un Lecce ormai senza speranze di portare a casa almeno un punto. Di testa, il francese, ha mandato in porta un assist, pure questo di testa, del bomber Coda. E allora, meglio un punto che niente.
È il terzo pareggio consecutivo per la squadra salentina. In rimonta dopo che la partita poteva mettersi non bene, ma benissimo se Coda non avesse sbagliato il rigore. «Stavamo conducendo un’ottima partita, eravamo sempre nella metà campo avversaria, l’inizio è stato buono, dopo però abbiamo sciorinato un calcio accademico, giro palla, scarsa penetrazione sulle corsie esterne - ha fatto notare mster Baroni nel dopopartita -, tutti volevano andare al tiro centralmente. Ma con due mediani incollati sulla linea difensiva non era facile entrare da lì. Sono mancate velocità e determinazione negli ultimi metri, sicché diventa un calcio molto rischioso perché basta una ripartenza per prendere gol». Un’occasione persa, non c’è alcun dubbio. «Loro hanno avuto due occasioni: la prima su un pallone che abbiamo perso in uscita e nel secondo tempo su una verticalizzazione abbiamo preso il secodo gol, la realtà è questa». Il pareggio al tramonto del primo tempo è stata solo la conseguenza dell’atteggiamento della squadra leccese. E ha fatto scattare l’allarme. «Tra il primo e il secondo tempo ho detto alla squadra che stavamo facendo un calcio poco produttivo - continua -, mi sembra ci siano stati solo sedici minuti e quaranta di supremazia territoriale contro quattro minuti. Allora: o fai gol o magari lo prendi. Così è successo».

"Bisogna fare un altro tipo dipartita"

La formazione di Bisoli ha sfruttato quel che la squadra leccese ha concesso. Nulla di più. «Hanno fatto gran parte del secondo tempo vicino alla loro area di rigore - continua Baroni -, ci ostruivano ogni accesso, non c’era più possibilità di entrare. Il Cosenza ha fatto la partita che doveva fare, per tanti motivi, principalmente per la sua posizione di classifica. Noi dovevamo fare un altro tipo di partita: più che il dominio della palla interessava l’efficacia dell’attacco. Purtroppo siamo stati costretti a fare una gara che non sappiamo fare. Occorreva un episodio: la squadra l’ha cercato, l’ha voluto con determinazione senza quasi mai farli ripartire gestendo bene le loro transizioni altrimenti finiva con un altro punteggio. Ci prendiamo questo pareggio come lezione».
I tifosi presenti, a fine partita, hanno chiesto in modo chiaro più determinazione alla squadra giallorossa. «Il tifoso vorrebbe sempre vincere, è normale - sottolinea il tecnico -, ci deve servire come sprone. Io, già a fine partita ho parlato alla squadra: questa partita ci deve servire da lezione, assolutamente».
Finale incandescente a Cosenza con Bisoli inviperito contro la panchina del Lecce. Il tecnico rossoblu è stato espulso dal direttore di gara a partita conclusa. «Animi accesi da parte nostra? No, assolutamente - conclude Baroni -, l’arbitro ha comminato una sanzione: lui e il quarto uomo sanno cosa è successo, non devo commentare altro»

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