Scuola, si cambia: Dad differenziata per età e tamponi gratis agli alunni

Scuola, si cambia: Dad differenziata per età e tamponi gratis agli alunni
di Maria Claudia MINERVA
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Giovedì 6 Gennaio 2022, 08:31 - Ultimo aggiornamento: 18:48

Nessun ripensamento, la stretta della Befana è arrivata: le scuole saranno riaperte regolarmente dopo le feste natalizie, ma cambia il protocollo per le quarantene, legate alle fasce d'età. Il Consiglio dei ministri ieri ha recepito la proposta delle Regioni per il nuovo protocollo per la gestione dei contagi nelle scuole, ma senza rinunciare alla divisione tra vaccinati e non vaccinati per gli studenti più grandi (dai 12 anni in su). È stato deciso di diversificare la quarantena, garantendo ai vaccinati di restare in classe fino al quarto contagio e imponendo la Dad per chi non ha ancora ricevuto le dosi già dal secondo contagio in classe.

Le nuove regole per la scuola


Ecco nel dettaglio le nuove regole. Per la fascia 0-6 anni (scuola dell'infanzia e asili nido), nel caso di 1 positivo in classe scatterà la quarantena per tutta la classe per dieci giorni. Si tratta della classe di età più esposta perché non vaccinata e senza mascherina. Per la fascia delle scuole primarie (elementari), al primo contagio si fa un test di verifica antigenico o molecolare e si ripete dopo 5 giorni. La quarantena di dieci giorni - con didattica a distanza - scatta soltanto se c'è un secondo contagio entro dieci giorni dal primo. Non è possibile una misura più flessibile perché i bambini sono ancora sostanzialmente non vaccinati.

Cosa succede alle medie e alle superiori

Le regole si complicano quando si arriva alle medie e alle superiori. Se il positivo in classe è uno, non ci sarà il ricorso alla Dad: «Si applica l'autosorveglianza con l'utilizzo di mascherine di tipo Ffp2 e con didattica in presenza». Quando i positivi sono due scatta la distinzione tra ragazzi vaccinati o non vaccinati (inizialmente era stato previsto con tre). Vinta da Draghi la resistenza dei partiti. Gli studenti che hanno completato il ciclo vaccinale da meno di 120 giorni (o che abbiano superato l'infezione in quell'arco di tempo) restano in classe, sempre con le regole dell'autosorveglianza, gli altri vanno a casa e seguono le lezioni con la Dad. Se il cluster è più numeroso, da tre positivi in su, la didattica a distanza coinvolge tutti. Fino al 28 febbraio, per evitare gli ingorghi negli hub e nelle Asl, per gli studenti in autosorveglianza di medie e superiori i test possono essere fatti nelle farmacie, gratuitamente con la ricetta del medico di base. Inoltre, nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, gli studenti che dovranno fare auto sorveglianza potranno anche essere sottoposti a test gratuitamente. E per questo tipo di misura, il Commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo, ha già autorizzato lo stanziamento 92 milioni e 505mila euro.


Nell'incontro tra Governo e Regioni la tensione è salita sulla quarantena: alla fine è passata la linea dei governatori di far scattare la didattica a distanza alle superiori a partire da 3 casi. Le Regioni hanno anche incassato la promessa che il Cts si occuperà di un'altra loro richiesta, lo stop dei tamponi ai negativi asintomatici che stanno mandando in crisi il sistema e «sottraggono risorse umane per le vaccinazioni e l'attività ordinaria». 

L'Associazione Nazionale Presidi


Dopo l'ok del Cdm, sono arrivate le critiche del presidente dell'Associazione Nazionale Presidi (Anp), Antonello Giannelli, secondo il quale la decisione di distinguere tra vaccinati e non vaccinati, mantenuta dal governo, nonostante la contrarietà anche delle Regioni «è una misura discriminatoria tra gli studenti». Mentre «è giusto e corretto distinguere in base all'età, perché a fasce diverse corrispondono situazioni vaccinali diverse». Quanto stabilito per le scuole «mi sembra un intervento molto articolato, che riconosce le diverse situazioni e va incontro alle richieste delle regioni» ha chiarito il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, al termine del Consiglio dei ministri, che ha aggiunto: «Le regioni avevano chiesto che per la scuola superiore dopo tre casi si potesse andare in didattica a distanza, e questo è stato accertato per 10 giorni, un tempo determinato, in modo che si sappia prima quando inizia e quando finisce».


Intanto, sul rientro in classe dal 10 gennaio - in Puglia si tratta di mezzo milione di studenti - pende pure spada di Damocle legata ad eventuali defezioni del personale. Infatti, vista la contagiosità della variante Omicron, anche tra docenti e amministrativi si potrebbero registrare molte assenze, che peserebbero sulla gestione delle segreterie e della didattica. Senza considerare che bisognerà anche fare i conti con le eventuali sospensioni del personale che non piegandosi all'obbligo vaccinale, ha preferito restare a casa, sebbene senza stipendio. «Se ci saranno assenze si procederà con le sostituzioni, come si fa normalmente - ha assicurato Giuseppe Silipo, direttore generale dell'Ufficio Scolastico Regionale della Puglia -. Non ho ancora un ritorno di informazioni in questo senso, anche perché siamo in un periodo festivo per la scuola. Nel caso in cui ci dovessero essere positivi scatta la quarantena disposta dalle Asl, e dal 10 gennaio applicheremo le nuove regole stabilite dal Governo. Nel caso di assenze sia di docenti che di personale Ata - ha concluso Silipo - i dirigenti scolastici provvedono alle sostituzioni dalle loro graduatorie di istituto per le supplenze brevi, a seconda delle durata. Per ora l'emergenza legata alla penuria di personale non c'è».
 

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