Reddito di Cittadinanza da abrogare: in Puglia incubo povertà per 100mila famiglie

Reddito di Cittadinanza da abrogare: in Puglia incubo povertà per 100mila famiglie
di Alessandra LUPO
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 23 Novembre 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 20:32

Dopo una serie di governi di emergenza e di transizione, il primo vero ritorno alla politica segna un passaggio a tratti traumatico per il Paese. E il rischio concreto è che al di là delle rassicurazioni, il Mezzogiorno paghi il prezzo più caro del “ritorno alla normalità” ma anche del riproporsi di un antico braccio di ferro tra aree geografiche del Paese. Nel pieno dell’emergenza bollette, con un’inflazione salita al 12% e i primi segnali di calo dei consumi autunnali, l’accelerata del Governo sull’autonomia differenziata fa il paio con la riforma del Reddito di cittadinanza, misura simbolo del Conte 1, bandiera del Movimento 5 Stelle, considerata «sbagliata» da Giorgia Meloni, modifica la sua mission, da misura universalistica di lotta contro la povertà, a sostegno temporaneo in vista dell’entrata nel mondo del lavoro. Dal 2024 la vecchia misura sarà quindi spazzata via. E per chi risulta occupabile (di età compresa tra 18 e 59 anni) lo stop arriverà già nel 2023, con la durata del sussidio per non più di 8 mesi. Con la Manovra, varata nella notte tra lunedì e martedì, arriva infatti una «manutenzione straordinaria del reddito di cittadinanza, con un periodo transitorio che prevederà maggiori controlli sul fronte dei percettori e di chi riceve offerte di lavoro», come ha spiegato il ministero dell’Economia.

Reddito di Cittadinanza, i dettagli

Il reddito «sarà abrogato il 1 gennaio 2024 e sarà sostituito da una nuova riforma — prosegue la nota — . Previsto un risparmio di 734 milioni per il 2023. I risparmi di spesa confluiranno in un apposito fondo che finanzierà la riforma complessiva per il sostegno alla povertà e all’inclusione». A partire dal 2024, quindi, verrà introdotta una nuova forma di sussidio, destinato solo ai poveri. 

Ma così come la ricchezza, che l’autonomia differenziata rischia di cristallizzare nelle regioni tradizionalmente più floride, anche la povertà che perde le misure tampone senza prima avere attivato alcuna vera risposta alla disoccupazione e alla crisi, rischia di diventare una condanna a lungo termine a una condizione che ha numeri precisi, visto che nella sola Puglia circa il 61% delle famiglie arriva a fine mese con difficoltà e la cosiddetta povertà relativa, di chi non riesce ad andare oltre l’essenziale nel 2021 ha interessato l’11,1% del totale delle famiglie nel nostro Paese e il 14,8% degli individui singoli, con un picco del 32,2% in Puglia. Il tutto prima della Guerra e della crisi energetica. Tempismo a parte, l’esigenza del “cambio di passo” del governo Meloni preoccupa. E al Sud allarma. Basti pensare alle ultime dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico: «Senza il Rdc rimarrebbe solo la Caritas».
In Italia infatti il 65% dei percettori del Rdc sono anziani, disabili e minori, persone che non possono lavorare mentre il 20% sono working poor a cui viene integrato il reddito. Il Mezzogiorno assorbe il 61,5% degli attuali percettori di Rdc, presenti nella misura del 22,5% al Nord e del 15,9 al Centro. Prima in Italia la Campania con il 20,9%, quarta la Puglia con il 9,2%.

Meno richieste in Puglia

Nonostante tutto, nell’ultimo anno il ricorso al reddito in Puglia è calato. Secondo l’Osservatorio dedicato di Inps a settembre si è infatti registrato un leggero calo (-2.014) delle domande e anche di percettori di “reddito” rispetto al mese precedente. La spesa complessiva per il solo Rdc a settembre è stata di 57,1 milioni di euro, solo uno in meno rispetto ad agosto ma di gran lunga più ridotta (-10,6%) rispetto allo stesso mese del 2021. Attualmente ne risultano interessati in tutto 98.592 nuclei familiari, per 225mila persone coinvolte. Quasi un quarto dei nuclei percettori si trova nella provincia di Bari (25.441), alla quale seguono quelle di Lecce (18.488), Taranto (17.715), Foggia (16.769), Bat (10.909) e Brindisi con 9.270 nuclei.
Aumenta, in media di tre euro al mese, l’importo medio destinato a ciascun percettore di Reddito: 579,22 contro i 576,93. 
Il Pd ha già annunciato che sarà in piazza il 17 dicembre contro «una manovra improvvisata e iniqua», scrive Enrico Letta su twitter. Pure Giuseppe Conte, durissimo sul taglio del reddito di cittadinanza, ha annunciato che i 5 Stelle sono pronti a scendere in piazza. Due manifestazioni distinte dell’opposizione, dunque? «Stiamo ricevendo chiamate e sollecitazioni da tutta Italia: i cittadini ci chiedono di difendere la fascia più povera del Paese», dice il vicepresidente del M5S Michele Gubitosache non esclude di scendere in piazza con i dem? «Noi portiamo al centro i temi e manifestiamo sui nostri temi. Chi vuole venire in piazza con noi sui nostri temi è il benvenuto”, risponde Gubitosa.
Mentre dalla Puglia Michele Emiliano attacca: «Se la mettiamo sul piano di modificarlo e non abolirlo la discussione è aperta. Ma su questo il governo ha versioni che cambiano a seconda dell’elettorato a cui si parla».

© RIPRODUZIONE RISERVATA