Sanità e favori: Rollo si dimette. Rossi nominato commissario

Sanità e favori: Rollo si dimette. Rossi nominato commissario
di Andrea TAFURO
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Venerdì 8 Luglio 2022, 00:41 - Ultimo aggiornamento: 16:09

Il direttore generale della Asl di Lecce Rodolfo Rollo si è dimesso. Una decisione di cui ha preso atto la Giunta regionale che ha nominato con decorrenza immediata commissario straordinario della Asl Lecce il dottor Stefano Rossi.

L'inchiesta

C'é anche Rollo nella lista dei nomi finiti nel blitz dei finanzieri della compagnia di Otranto sulla sanità ed in particolare su finanziamenti pubblici, assunzioni e procreazione assistita. Il dg Rollo, 61 anni, di Cavallino, al momento non è stato destinatario di alcuna misura cautelare, ma per lui il sostituto procuratore Alessandro Prontera aveva avanzato la richiesta di sospensione dall’incarico dopo l'interrogatorio di garanzia. Lo stesso dirigente, però, ha protocollato le dimissioni a partire da lunedì 11 luglio. Adesso toccherà alla Regione accettarle, ma secondo quanto trapela l'Ente propenderà per il sì e quindi per l'accettazione delle dimissioni. 

Dovrebbe essere Stefano Rossi il commissario dell'Asl di Lecce proprio a partire da lunedì. Attualmente è direttore generale dell'azienda ospedaliera Vito Fazzi di Lecce. L'ufficialità probabilmente nel corso delle prossime 48 ore.

Coinvolta anche la suora responsabile del "Cardinal Panico"

Il quadro investigativo si allarga anche a suor Margherita Bramato, 72 anni di Tricase, legale rappresentante dell’ente ecclesiastico Panico di Tricase. La religiosa risponde di corruzione per l’esercizio delle funzioni in concorso con il dg Rollo e Ruggeri: secondo la ricostruzione degli inquirenti si sarebbe attivata per favorire una collaborazione tra l’Ente Ecclesiastico “Panico” di Tricase e l’Asl di Lecce, al fine di far acquisire all’azienda sanitaria leccese le prestazioni dialitiche erogate dal “Panico” per la sua struttura “Santa Marcellina” di Castrignano del Capo. In cambio della intercessione di Rollo avrebbe assunto suo figlio. Nei vari passaggi della vicenda, indicati nell’ordinanza del Gip Panzera, l’assessore Ruggeri avrebbe avuto il ruolo di “stabile collegamento” tra le parti per velocizzare le pratiche sanitarie. Da suor Margherita, l’ex senatore “aveva ottenuto la promessa ad assumere un suo protetto – si legge nelle carte dell’inchiesta – ottenendo in cambio dal politico la promessa ad adoperarsi per sbloccare la procedura di accreditamento del “Panico” per l’erogazione in convenzione di prestazioni sanitarie”. La religiosa, ottenuta la delibera commissariale di Rollo, datata 5 agosto 2019 (redatta dal Dg leccese a seguito di ricevuta autorizzazione regionale del 19 luglio 2019) , a titolo di controprestazione e per garantirsi anche le successive determinazioni attuative da parte dello stesso – come riportato nell’ordinanza - il 10 ottobre successivo avrebbe proceduto all’assunzione a tempo pieno e determinato di uno stretto parente del medico affidandogli l’incarico di dirigente professionale ingegnere (prorogato sino al 30 settembre 2022) nell’ospedale “Panico” di Tricase, attivando prima una nuova funzione di “ingegneria clinica”. Il modus operandi e la disponibilità della direttrice dell’ospedale Panico, ad assumere i figli del dg Rollo e di un altro medico ai vertici della sanità regionale, in cambio di favori, è messa nuovamente in luce dagli inquirenti, in un’altra conversazione intercettata tra un certo Luigi, riportato nell’inchiesta come uomo di fiducia di Ruggeri, e un parroco di una frazione di Tricase.

“Si è impossessata come fosse proprietà personale” ed ancora “questo è indiscusso … ha inserito tutto: nipoti, pronipoti, tutta la razza (…) gli amici, gli amici degli amici, quelli che gli piacciono (…) Il direttore è così, è uno yes man perché sta lì grazie a suor Margherita e deve fare quello che dice suor Margherita. Questa ho il delirio di onnipotenza ormai …Non si muove foglia che ella non voglia”.

Le altre ipotesi

Altro elemento significativo, a detta degli inquirenti, dell’asservimento della funzione pubblica agli interessi privati dell’Ente “Panico” è stata poi la dismissione del Centro dialisi di Gagliano del Capo per “grave carenza di personale medico” nonostante il dg dell’Asl, Rollo, il 25 marzo del 2020 aveva dichiarato al sindaco del comune, Carlo Nesca, che il “centro era tutt’altro che obsoleto sul piano delle dotazioni tecnologiche” e “quindi l’unico posto dove si poteva andare in sicurezza perché bastava accendere la luce e partiva tutto”. Vicende e intercettazioni su cui Rodolfo Rollo potrà esporre la sua versione dei fatti nell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Simona Panzera.

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