Coronavirus, decine di denunce per violazione delle norme anti-contagio. Arrivano i giorni più difficili: Puglia, ora resta a casa

Martedì 17 Marzo 2020

La Puglia si prepara ad affrontare il picco di contagi da coronavirus, atteso per fine marzo, rinnovando gli appelli alle buone pratiche che ogni individuo dovrebbe scrupolosamente seguire e intensificando i controlli con l'impiego sempre più costante delle forze dell'ordine.
Con lo scenario più pessimistico di duemila contagiati o infetti, la Puglia stringe la morsa facendo leva sul senso di responsabilità di ogni singolo, anche se il quadro che emerge dopo gli ultimi controlli sul territorio di polizia e carabinieri stride con il comportamento della maggioranza dei pugliesi che seguono scrupolosamente i dettami del decreto del presidente del consiglio (Dpcm) Giuseppe Conte.

Nel Salento, ad esempio, la violazione al provvedimento ha portato nell'ultimo fine settimana alla denuncia di 104 persone. Anche per arginare questo fenomeno alcuni governatori di regione hanno auspicato nei giorni scorsi l'intervento dell'Esercito per coadiuvare i controlli, non è di questo avviso tuttavia il governatore di Puglia Michele Emiliano che confida, da par suo, proprio in quel senso di responsabilità anche dei meno inclini al rispetto delle regole. Quindi è determinante il restare a casa per arginare l'epidemia che in Puglia si appresta ad entrare nella fase cruciale. Come decisivo è il rispetto delle misure igienico-sanitarie per evitare i rischi: lavarsi spesso le mani; evitare abbracci e strette di mano; mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro; non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani, evitare assembramenti.

Per il resto il provvedimento governativo ha disposto la chiusura di tutte le attività commerciali di vendita al dettaglio, ad eccezione di quelle relative ai servizi di pubblica utilità, ai servizi pubblici essenziali, alla vendita di beni di prima necessità. Restano aperte le farmacie e le parafarmacie, sono garantiti i trasporti pubblici così come i servizi bancari, postali, finanziari, assicurativi. Chiusi bar, pub, ristoranti di ogni genere, attività artigianali di servizio (parrucchieri, estetisti). Chiusi i servizi di mensa che non garantiscono la distanza di un metro di sicurezza. Chiusi i reparti aziendali non indispensabili per la produzione: le industrie e fabbriche potranno continuare a svolgere le proprie attività produttive a condizione che assumano misure di sicurezza adeguate ad evitare il contagio.

Incentivata la regolazione di turni di lavoro, ferie anticipate. Garantite, nel rispetto della normativa igienico-sanitaria, le attività del settore agricolo, zootecnico, di trasformazione agroalimentare comprese le filiere che offrono beni e servizi rispetto a queste attività. Possono continuare a svolgere l'attività anche i negozi di prodotti per gli animali domestici, così come quelli di computer e apparecchiature informatiche. Non si rischia di restare senza il ferramenta, di non potere sostituire la lampadina fulminata o di non potere acquistare combustibile per il riscaldamento. E si può continuare a comprare materiale per ottica e fotografia.

Lavorano meccanici, carrozzieri, gommisti ed elettrauto, che devono garantire la messa in sicurezza e il funzionamento dei veicoli usati per andare al lavoro o per rifornire la filiera alimentare e sanitaria. Stesso discorso per gli autoriparatori, per chi vende ricambi o fa autolavaggio. Tra le attività dell'artigianato di servizio alle persone possono restare aperte soltanto le lavanderie, anche quelle industriali, e le pompe funebri. Restano comunque tanti gli interrogativi degli italiani dopo l'annuncio di mercoledì scorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Si può fare una passeggiata? Bar e ristoranti chiudono ma garantiscono i servizi a domicilio? Si può far visita ai propri genitori anziani?). Ecco allora un vademecum (nel grafico) con i provvedimenti più importanti.

Ultimo aggiornamento: 09:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA