Violazione delle norme anti-contagio, c'è chi s'inventa il ricovero del padre e chi deve giocare al Lotto: decine di denunce. Nel Leccese segnalati 170 cittadini

Martedì 17 Marzo 2020 di Michele IURLARO

C'è chi viene sorpreso in giro perché deve giocare i numeri del Lotto o chi, magari, per prestare assistenza in ospedale al padre che, però, è chiuso in casa e in buona salute. C'è chi, semplicemente, se ne va a zonzo senza una valida motivazione o chi, invece, si ritrova persino con gli amici per una birra da bere sotto i portici.

Proseguono senza sosta i controlli dei carabinieri dei diversi comandi e delle altre forze dell'ordine, impegnate nel presidio del territorio e per evitare che i cittadini escano senza motivo, così da limitare i contagi da coronavirus.

I carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana, provincia di Brindisi, nei giorni scorsi, hanno denunciato decine di persone. Nei guai, ragazzi, uomini, donne e anziani. Nei guai chi, senza una valida motivazione, è stato sorpreso a bordo della sua auto e lontano dalla propria abitazione. Proprio come l'anziano di Oria che, fermato alla guida della sua auto nel centro abitato dai militari della stazione del Borgo Federiciano, ha assicurato di avere una valida ragione che motivasse lo spostamento, nonostante le rigide norme anti-contagio varate dal Governo dopo l'esplosione dell'epidemia da coronavirus. Ovvero, raggiungere una tabaccheria per giocare i numeri fortunati al Superenalotto. Per il pensionato, subito rimandato indietro, è scattata la denuncia a piede libero, come previsto dal Decreto del presidente del consiglio Giuseppe Conte.

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La fantasia, quindi, non manca a chi cerca di violare le stringenti prescrizioni. Come l'uomo di Erchie che, lo scorso weekend, è stato sorpreso dai militari fuori dal centro abitato, in direzione Francavilla Fontana. La motivazione: visitare e fornire assistenza all'anziano padre, ricoverato, a suo dire, in un reparto dell'ospedale Dario Camberlingo di Francavilla. Raccolta la motivazione, ecco arrivare pure la verifica degli investigatori dell'Arma che, in tempo reale, evidentemente tutt'altro che convinti dalle parole dell'automobilista, hanno contattato ospedale e abitazione, scoprendo come, in realtà, il paziente fosse in buone condizioni di salute. E, lui sì, barricato in casa per evitare il contagio da coronavirus. Da qui, la doppia denuncia. Quella per violazione delle prescrizioni contenute nel Dpcm e, appunto, quella di falsa dichiarazione a pubblico ufficiale.

Ancora, nei giorni scorsi, sempre ad Erchie, sempre i carabinieri, hanno denunciato cinque persone sorprese in giro a bighellonare con gli amici come se nulla fosse: il quintetto era tranquillamente per strada, a sorseggiare una birra in compagnia, avendo così violato i divieti tassativi di uscire senza un valido motivo e di non assembrarsi. 

In provincia di Lecce, fra domenica e lunedì, i carabinieri hanno denunciato 165 persone per inosservanza delle norme sulla pandemia. Sorpresi a uscire senza valido motivo 13 cittadini di Ruffano, Matino, Ugento, Racale e Casarano; altri 71 nei comuni di Porto Cesareo, Novoli, Campi salentina, Carmiano, Squinzano e Salice salentino. Altre 15 persone sono state fermate e poi denunciate fra Nardò, Aradeo, Sannicola, Galatina, Neviano, Cutrofiano e Galatone. Altre sei a Maglie e sette fra Presicce, Acquarica, Alessano e Andrano. Cinquantatre, infine, le persone denunciate a Lecce. 

Sempre nel capoluogo del Salento, la Municipale ha controllato 124 fra cittani e attività commerciali. Cinque le denunce.

Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 08:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA