Le politiche in campo contro la fuga dei giovani

Giovedì 16 Settembre 2021 di Alessandro DELLI NOCI*

Ho letto con attenzione la riflessione del presidente Borgomeo apparsa su Nuovo Quotidiano di Puglia. Una lettura concreta e propositiva del fenomeno della fuga dei cervelli e dell’emigrazione giovanile al Nord e all’estero. L’invito del presidente Borgomeo a non invocare interventi “risolutivi” per tutti i territori ma a mettere in campo una strategia che metta al centro un complesso articolato di politiche non può che vedermi d’accordo e in prima linea.

La promozione delle giovani generazioni in tutti gli ambiti della vita attiva è indubbiamente una delle priorità politiche di questa amministrazione regionale. L’assunto di partenza per tutte le iniziative regionali che si sono susseguite negli ultimi 15 anni, e aggiungerei anche la particolarità della visione pugliese, è considerare le giovani generazioni come una risorsa, probabilmente la più importante su cui far leva per il cambiamento sociale, economico e culturale della regione. Proprio per questo, le politiche giovanili della Regione Puglia assumono la forma di politiche di attivazione, con una missione generativa e di fertilizzazione del territorio, con un carattere trasversale rispetto alle politiche che impattano sulla gioventù (scuola, università, formazione, lavoro, cultura, territorio, innovazione); si pongono l’obiettivo di valorizzare il contributo dei ragazzi e delle ragazze in questi ambiti non solo come destinatari di politiche pubbliche, ma come parte attiva di un processo di innovazione e sviluppo del territorio e delle comunità. Nell’ultimo quinquennio misure come PIN-Pugliesi Innovativi (541 progetti finanziati), Laboratori Urbani in rete (50 iniziative), Spazi di prossimità (56 candidature, 46 progetti avviati) Luoghi Comuni (119 spazi candidati, 77 spazi in catalogo, 33 progetti avviati) Porta Futuro Bari e il Servizio Civile (1.072 volontari attivi in Puglia nel 2020, 428 nell’UE) hanno contribuito ad attivare le giovani generazioni come protagoniste e non beneficiarie. 
Benché i risultati sin qui conseguiti ci dicano di una progressiva riduzione dei divari territoriali sul tema, con impatti positivi sui principali indicatori disponibili sulle giovani generazioni (percorsi di istruzione, NEET, innovazione) siamo convinti che sia necessaria un’ulteriore e decisa spinta istituzionale, che coinvolga in maniera armonica e coordinata tutte le politiche regionali, e che coinvolga il mondo delle imprese, delle associazioni di categoria, del Terzo settore. Perché coinvolgere tutti gli attori interessati ci permette di offrire ai nostri giovani le opportunità che cercano qui, nella nostra regione, e consente a noi di trattenere in Puglia quel capitale umano capace di favorire lo sviluppo dei territori e delle comunità. La condizione giovanile ha subito pesantemente la crisi socio-economica causata dalla pandemia. Pandemia che, dall’altra parte, ha rafforzato il fenomeno del south working. Due fattori importanti da considerare nella costruzione di politiche pubbliche che da una parte devono tenere conto delle richieste e delle esigenze del mondo delle imprese dall’altro che devono attivare percorsi costruiti insieme ai giovani e da loro condivisi. 
Proprio da queste considerazioni ho voluto, insieme al presidente Emiliano “Puglia ti vorrei” una campagna di ascolto e partecipazione avviata lo scorso luglio, in collaborazione con ARTI Puglia, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo delle giovani e dei giovani pugliesi come portatori di competenze, valori, energie e talenti e costruire, insieme a loro, il nuovo Programma delle Politiche Giovanili della Puglia. Un percorso su cui abbiamo già avviato il confronto con il partenariato economico sociale, e che ha coinvolto in un solo mese oltre 2000 giovani che, attraverso un questionario, ci hanno offerto una prima fotografia della propria condizione, dei propri interessi, auspici ma anche dell’impegno a favore delle proprie comunità. 
Da queste interviste stiamo raccogliendo molti spunti interessanti e qualche conferma. I nostri ragazzi e le nostre ragazze associano alla Puglia la parola casa, desiderano superare le situazioni di precariato che impediscono loro di programmare la propria vita personale e professionale e desiderano un contesto in cui poter sviluppare i propri talenti e le proprie competenze. A questi bisogni e a queste aspirazioni stiamo già cominciando a rispondere, traendo vantaggio da una delega assessorile che combina politiche giovanili e politiche di sviluppo economico, attraverso il ridisegno di alcune misure come NIDI, l’intervento per la creazione di impresa, che viene orientato per rispondere meglio alle esigenze delle giovani generazioni e che, in quest’ottica finanzierà progetti di impresa per il 75% a fondo perduto. Non solo, proprio insieme a Fondazione con il Sud abbiamo in progetto di attivare delle borse di ricerca che permettano ai nostri migliori talenti, che oggi fanno ricerca nelle migliori Università del mondo, di ritornare qui e di contribuire col proprio ingegno e le proprie competenze a costruire con noi il Nuovo Piano di Sviluppo Economico della Regione Puglia. 
La connessione tra percorsi di istruzione e formazione con il sistema imprenditoriale pugliese sarà la nuova sfida da affrontare, disegnando anche con il contributo dei ragazzi e delle ragazze traiettorie di sviluppo che consolidino le vocazioni produttive pugliesi verso traguardi di innovazione sociale, tecnologica ed ambientale.
Oggi a Bari, a Spazio13, si apre una nuova fase che coinvolgerà in maniera capillare tutto il territorio regionale, in una serie di incontri territoriali. Sono infatti oltre 60 le manifestazioni di interesse giunte da parte di organizzazioni pubbliche e private che hanno chiesto di ospitare un incontro, a cura della Sezione Politiche Giovanili e Innovazione Sociale. Si tratta di incontri di approfondimento in presenza e online, finalizzati a raccogliere proposte, focalizzati sui tre pilastri del programma Giovani Protagonisti: Spazi, Idee e Impegno civile. 
Sono convinto che per rendere la Puglia una regione attrattiva, per offrire ai giovani tutte le opportunità che li lascino scegliere se andare o rimanere sia necessario ascoltarli e, al tempo stesso, sviluppare sinergie con il sistema impresa perché vi sia una risposta univoca alle esigenze delle nuove generazioni. Su questa traccia ogni contributo è il benvenuto e siamo pronti e desiderosi di proseguire il confronto.

*Assessore regionale Sviluppo economico
e Politiche giovanili

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