Milano cresce anche sui binari: ecco i sette scali dismessi che torneranno attivi

Venerdì 23 Giugno 2017 di Simona Romanò
Milano cresce anche sui binari: ecco i sette scali dismessi che torneranno attivi

Al via la rivoluzione urbanistica degli ex scali ferroviari: ieri, è stato siglato l'accordo - rivisto dopo il nulla di fatto della giunta Pisapia e oltre un decennio di discussione - per ridare un'anima a sette aree dismesse, da Porta Genova a San Cristoforo, da Greco a Rogoredo, per una superficie totale di un milione 250mila metri quadrati. A sottoscriverlo Comune, Regione e Fs, che, proprietaria dei terreni, investirà 50 milioni di euro.

«È un buon accordo. La palla ora passa alle Ferrovie, ma noi vigileremo», ha commentato il sindaco Giuseppe Sala, molto soddisfatto perché è riuscito a chiudere una delle sue partite più importanti. Il documento ora ritornerà in Consiglio comunale per l'ok definitivo entro 30 giorni. Ma ormai è fatta, perché maggioranza e centrodestra condividono i punti fondamentali: oltre 675mila metri quadrati di verde, pari al 65% della superficie complessiva; 97 milioni di euro per gli interventi sulla Circle Line, ovvero una circolare che segua il percorso dei binari e che metta in connessione i sistemi di trasporto pubblico più usati, dai treni alle metropolitane agli autobus; infine, almeno il 30% dei terreni per edilizia sociale, pari a circa 2600 alloggi, un terzo dei quali destinati all'affitto. Gli oneri, stimati tra 110 e 150 milioni di euro, serviranno per le opere pubbliche, dalle scuole alla viabilità.

Si delinea la Milano del futuro, con le prime idee chiare: a Greco-Breda, Lambrate e Rogoredo si punta, per esempio, sulle case per la fasce più deboli, mentre a Porta Genova la priorità è alle attività collegate a moda e design. Si parte da Porta Romana con un parco di 90mila metri quadrati e successivamente un'oasi naturalistica di 140mila metri quadrati a San Cristoforo. Progetti molto ambiziosi che riguarderanno Milano nei prossimi 20 anni e di cui si parlerà in tutta Europa, visto la portata e gli investimenti.

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