Soffocata da un boccone nella casa famiglia: muore a 26 anni

Martedì 31 Dicembre 2019

Un boccone l'ha soffocata. Ed è morta. A 26 anni. Un incidente? O una tragedia che si sarebbe potuta evitare? La Procura ha aperto un'inchiesta per stabilire le circostanze in cui è deceduta nella giornata di sabato C.L., di Triggiano, mentre pranzava in una comunità del Basso Salento in cui stava soggiornando.

Questa mattina il medico legale Roberto Vaglio effettuerà l'autopsia nella camera mortuaria dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce dove la salma è stata trasferita su disposizione del pubblico ministero di turno, Massimiliano Carducci. Il magistrato, ossia, che ha ritenuto opportuno aprire un fascicolo, senza indagati per il momento, per l'ipotesi di reato di omicidio colposo: l'obiettivo è chiarire se quella ragazza necessitasse di una assistenza particolare in considerazione dell'acclarata sindrome autistica che caratterizzava la sua interazione sociale, nonché la comunicazione sia verbale e non verbale.

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Obiettivo degli inquirenti è capire anche se la struttura che l'ha ospitata fosse dotata di personale istruito e formato per gli interventi di primo soccorso. Ossia per dare assistenza agli ospiti in caso di incidenti o di patologia che compromettono il ciclo vitale già nei primi minuti.
Come del resto è accaduto a questa ragazza mentre pranzava. Certo è che il personale l'abbia soccorsa, provando a liberarla dal boccone con le manovre indicate per la disostruzione. Le stesse che vengono ormai da tempo pubblicizzate sui gruppi social dedicati ai giovani genitori, per prevenire il soffocamento dei bambini. Tuttavia ogni tentativo di liberare le vie respiratorie si è rivelato vano. Come vano è stato poi l'intervento dei sanitari del 118.

Di tutte questo si parla nell'informativa dei carabinieri della stazione del paese dove ha sede la comunità, trasmessa poi in Procura dopo avere avvisato telefonicamente il magistrato di turno del decesso della ragazza. Come se, in altri termini, sia stato fatto tutto ciò che si poteva fare per salvarle la vita.
Un atto dovuto, dunque, l'inchiesta. Un atto dovuto per sgombrare il campo da ogni dubbio. Anche quei dubbi che possono avere avuto i genitori della ragazza, sapendola ospite di una struttura specializzata.

Le prime risposte arriveranno dall'autopsia di oggi. A cominciare dalle cause del decesso, per confermare o meno che sia stato causato dal soffocamento dovuto a del cibo finito nelle vie respiratorie. Seguiranno gli altri accertamenti.
Tutto da verificare, Procura e carabinieri intendono ricostruire la dinamica di questa tragedia. E solo in seguito saranno tirate le conclusioni per dire se ci siano state delle responsabilità o se sia successo tutto talmente repentinamente da rendere inutile qualsiasi tipo di soccorso. Anche quello più specializzato.

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