San Foca, i documenti di uno scafista nella barca affondata. "Cerchiamo un disperso"

San Foca, i documenti di uno scafista nella barca affondata. "Cerchiamo un disperso"
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Domenica 13 Giugno 2021, 13:23 - Ultimo aggiornamento: 14 Giugno, 07:48

«Cerchiamo un disperso in mare». L’allarme è scattato ieri mattina al largo di San Foca: le ricerche affidate alla Capitaneria di Porto e le indagini alla Guardia di Finanza. Il mistero per una barca ritrovata e semiaffondata (e poi tirata su) a poco più di 300 metri dalla riva che si è protatto per buona parte della giornata. Il natante galleggiava con la sola prua, senza nessuno a bordo e senza che nessuno avesse lanciato l’sos. 

Il braccialetto ai domiciliari e la fuga dello scafista


Unici indizi: uno zainetto e i documenti appartenenti ad un cittadino turco. Poi, il primo giallo svelato quando è spuntato il nome: Yavuz Yildiz, 44 anni, condannato a 6 anni per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Uno scafista. Il 44enne stava scontando la pena ai domiciliari nel centro dei Missionari Comboniani di Cavallino con un braccialetto elettronico. La sorpresa subito dopo quando sono scattati i controlli con gli agenti di una Volante: quel braccialetto, evidentemente, lo scafista era riuscito a sfilarselo senza far registrare alcuna anomalia. E ritrovato, appunto, nel suo alloggio. Di lui, invece, nessuna traccia. Una fuga. Lasciando tante domande senza risposta: come può essersi impossessato di un natante? Chi potrebbe averlo aiutato nella fuga? I segni sulla barca rimandano ad una collisione o a qualcosa d’altro? È partito da San Foca o da un altro porto?

L'allarme al porto e le prime ricerche 


Ma torniamo alla mattinata movimentata vissuta a San Foca, una delle località balneari più frequentate del Salento: dopo l’allarme intorno alle 10 lanciato da un diportista, sul posto è giunta la Guardia di Finanza con un gommone. È stata, poi, allertata la Capitaneria di Porto con i sub che si sono calati in mare. A bordo oggetti personali, uno zainetto, in particolare, con i documenti a bordo che, poi, si è scoperto riportavano le generalità di Yavuz Yildiz. 
La piccola imbarcazione, recuperata dalla Capitaneria, misura quasi 5 metri con un motore da 25 cavalli. «Si tratta di una piccola barca - spiegano dalla Capitaneria di Porto di Otranto ricostruendo le fasi dell’operazione - e non è affondata perché a prua era presente del polistirolo oltre ad altro materiale creando una sorta di bolla d’aria e permettendo al natante di restare semisommerso nella parte di prua». 
Ora l’imbarcazione è nel porto vecchio di San Foca. Le ricerche sono proseguite per tutta la giornata di ieri: una procedura prevista quando a bordo vengono rinvenuti di qualcuno che non ha dato l’allarme e non si è fatto in alcun modo sentire. «La distanza dalla riva era di poche centinaia di metri - aggiungono dalla Capitaneria - e, tuttavia, stiamo effettuando le ricerche nell’intero tratto di costa tra San Cataldo e San Foca in quanto alcuni testimoni dicono di aver visto l’imbarcazione, nei giorni scorsi, proprio nella marina leccese. Ufficialmente, l’uomo è considerato un naufrago e le ricerche continuano per un presunto disperso in mare». 

 

Indagano Capitaneria e Finanza

Un mistero, come si diceva. Sull’episodio, infatti, indaga anche la Guardia di Finanza anche alla luce della scoperta della fuga dello scafista. Nulla va escluso. Se l’uomo è riuscito a mettersi in salvo dopo la collisione - o incidente che sia - è altamente improbabile che possa lanciare una richiesta di aiuto.

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