Salento, travolto da un crollo al cantiere edile: muore operaio di 39 anni. Lascia un figlio di pochi mesi

Martedì 21 Settembre 2021

Ancora una vittima del lavoro nel Salento: nel pomeriggio, infatti, mentre era impegnato sul cantiere per la ristrutturazione di un immobile in via vicinale San Nicola a Palmariggi, ha perso la vita Fabio Sicuro, 39 anni, di Martano. L'uomo - dalle prime ricostruzioni dell'accaduto - non sarebbe sopravvisuto alle ferite riportate da un improvviso crollo del lastricato solare dell'edificio, sul quale stava lavorando con un martello pneumatico: i lavori di demolizione e successiva ristrutturazione erano regolarmente autorizzati e, ad eseguirli, era impegnata una impresa edile di Cannole. 

Sul posto, allertata dagli altri operai presenti e che hanno assistito alla scena, una ambulanza del 118 che ha trasportato Sicuro a sirene spiegate all'ospedale di Scorrano: ma la corsa si è rivelata inutile, il 39enne è spirato all'arrivo al nosocomio “Ignazio Veris Delli Ponti”. Sul cantiere sono arrivati anche i carabinieri ddella stazione di Scorrano e della compagnia di Maglie e gli ispettori del Servizio di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl che si sta occupando - collaborando con la Procura - di raccogliere le testimonianze di questa ennesima tragedia. Su disposizione del magistrato di turno, Maria Vallefuoco, l'area di cantiere è stata sequestrata e la salma di Sicuro trasferita nella camera mortuaria dell'ospedale di Lecce dove sarà eseguita l'autopsia per stabilire con esattezza le cause della morte.

Fabio Sicuro lascia la moglie e un figlio di pochi mesi. «Hai lasciato nel nostro cuore un vuoto incolmabile» il messaggio della sorella Daniela, mentre l'intera comunità di Martano, addolorata, si è stretta attorno alla famiglia. 

 

 

Il cordoglio del sindacato

 

La Cgil Lecce tutta si stringe intorno alla famiglia del giovane «ed esprime rabbia e disappunto per l’ennesima morte sul lavoro. Le tragedie sul luogo di lavoro sono delle ferite aperte del tessuto sociale ed economico del territorio. Stavolta purtroppo siamo stati colpiti nel vivo, perché Fabio era un lavoratore iscritto alla Fillea e vicino al nostro sindacato. Esprimiamo dolore e vicinanza alla famiglia, a cui va il cordoglio più profondo da parte di tutta la Camera del lavoro territoriale e della categoria», dicono le segretarie generali provinciali di Cgil e Fillea, Valentina Fragassi e Simona Cancelli.

La tragedia di Palmariggi, dove Fabio era impegnato con altri colleghi nei lavori di manutenzione di un casolare, si somma al lungo elenco di “morti bianche” che hanno colpito la Puglia e la provincia di Lecce in particolare dall’inizio dell’anno. Un recente studio dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre ha inchiodato il territorio alle sue responsabilità: 13 morti sul lavoro nei primi 7 mesi dell’anno nel Salento, 49 in Puglia, ben 677 in Italia (quasi 100 al mese). E purtroppo il bollettino si è aggravato ad agosto e settembre. «Servono investimenti in informazione, formazione, sicurezza, controlli e cultura. Tutti i soggetti in campo devono fare qualcosa, sia a livello finanziario sia a livello normativo. Nel nostro piccolo faremo la nostra parte: è l’ora di lanciare sul territorio una grande campagna informativa unitaria, insieme con Cisl e Uil, perché non è accettabile uscire da casa per lavorare e non tornare più», spiega Fragassi.

Cancelli entra nel dettaglio del settore edile, che purtroppo detiene il triste primato di comparto più colpito dalle morti bianche: il su citato studio ha contato 64 vittime tra gennaio e luglio. «Non spetta a noi esprimerci sulle cause dell’incidente, sulle quali la magistratura farà luce. Spiace constatare come non appena si percepiscono segnali di ripresa, l’edilizia fa registrare anche un aumento proporzionale degli incidenti nei cantieri. Chiediamo da anni, come Fillea, maggiore attenzione al tema della sicurezza, proponendo la patente a punti sul rispetto delle norme contrattuali e contro gli incidenti, ma abbiamo proposto anche l’introduzione del reato di omicidio sul posto di lavoro. Sono misure di impatto, anche per garantire il rispetto delle misure. Spesso i ritmi vertiginosi a cui sono sottoposti gli operai per ultimare i lavori, ma anche le economie sul costo del lavoro, che si traducono in inopinati risparmi sulla sicurezza, sono alla base dell’incidentalità nei cantieri».

 

Ultimo aggiornamento: 22 Settembre, 09:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA