Salento, neonata rischia l'asfissia: «Vogliamo battezzarla». E dopo il sacramento la piccola migliora

Salento, neonata rischia l'asfissia: «Vogliamo battezzarla». E dopo il sacramento la piccola migliora
di Francesca PASTORE
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 9 Febbraio 2022, 14:51 - Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio, 22:41

La sua prima candelina pochi giorni fa. L'azzurro degli occhi ricorda il mare e il candore del manto della Vergine. Perché se tutto ha un senso anche il sorriso di Maria Elena è un segno divino.
Ne sono convinti i genitori Tony Campa e Betty, che ancora oggi si emozionano mentre raccontano la storia straordinaria della loro ultimogenita. La pelle chiara, uno sguardo meraviglioso e un sorriso incorniciati da soffici capelli biondi. La storia di Maria Elena - che vive insieme a mamma e papà, ai fratelli Matteo di 19 anni, Andrea di 16 e Chiara di 12, a Cutrofiano - è stata condivisa in un post dal cappellano del Vito Fazzi, don Gianni Mattia. Un post per raccontare un lieto fine che ha colpito tanti cuori.
Mamma Betty e papà Tony hanno deciso di condividere e trasmettere quello che è stato per loro un cammino indimenticabile, affinché nessuno perda mai la speranza, il coraggio di andare avanti, anche quando tutto sembra perso. «Le gioie più grandi nascono da momenti inattesi scrive don Gianni -. A fine gennaio dello scorso anno, una chiamata: mi scusi don Gianni, può battezzare la mia piccola? mi chiede il padre di questa creatura. Dentro di me sento un tumulto, il cuore mi giunge in gola. Quando ricevo chiamate di questo tipo mi sento davvero in una morsa di dolore che non so descrivere. Corro subito in reparto continua, mi avvicino all'incubatrice, la piccola ha sofferto di asfissia per distacco di placenta a Galatina ed è stata trasferita d'urgenza a Lecce in Terapia Intensiva neonatale. Le infermiere mi fanno capire che manca molto poco. È il 30 gennaio 2021. Il padre vicino a me. Prendo la siringa e la riempio di acqua santa, apro lo sportellino dell'incubatrice e lascio cadere tre piccole gocce dalla siringa sulla testolina della piccola: ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Terminato il rito, assicuro il padre: Diverse volte dopo il battesimo i bambini hanno più forza e si riprendono. Passano le ore, passano i giorni. Incontro mamma e papà della piccola scrive don Gianni - i quali mi dicono con un sorriso davvero immenso: la nostra piccola si sta riprendendo, aveva ragione don Gianni, Dio fa grandi miracoli».

Mamma Betty ha la voce interrotta dall'emozione: «Troppo grande il dono ricevuto dal Signore, non potevamo non chiamare nostra figlia Maria come la mamma Celeste che l'ha aiutata a ricominciare a vivere». Descrive la sua bambina con un'immagine che dona pace: «Maria Elena è la luce, la speranza, la gioia. I suoi occhi color cielo ci permettono di scorgere un angolo di Paradiso sulla terra». Una gravidanza serena quella di Betty, se non fosse l'averla vissuta in piena pandemia. Divieti, limitazioni, restrizioni e la paura dei contagi. Ma Betty e Tony hanno affrontato sempre tutto con grande determinazione. Mancava veramente poco per poter coccolare la loro piccola. Proprio nel momento in cui Maria Elena stava per affacciarsi alla vita una complicazione improvvisa le ha invece provocato un'asfissia con conseguente arresto cardiaco.
«Sono stati attimi tremendi ricorda Betty momenti che hanno trasformato la gioia in dolore, la felicità in disperazione. Nonostante il tempestivo intervento dei medici con diverse manovre di rianimazione mia figlia non si riprendeva ed io vedevo la mia vita frantumarsi davanti ai miei occhi».
Maria Elena nasce a Galatina alle 6.10 del 30 gennaio 2021, alle 7.30 della stessa mattina era stata accolta nel reparto UTIN di terapia intensiva neonatale del Fazzi di Lecce. Passavano le ore ma Maria Elena non reagiva, le sue condizioni erano sempre disperate. «Continuate a pregare», chiedeva mamma Betty a tutti. «Nella mia mente resteranno impresse le immagini di mia figlia intubata, immobile, con macchinari attaccati dappertutto. Così come non scorderò il momento in cui l'ho potuta riabbracciare dopo 20 venti giorni. Le parole di don Gianni dopo il battesimo mi hanno donato la forza». Piano piano la dolcissima guerriera aveva iniziato a mangiare e respirare da sola, via sondini ed ossigeno, le funzioni vitali miglioravano di ora in ora. «Quando la dottoressa ci comunicò che la risonanza era completamente pulita racconta Betty il mio corpo fu attraversato da un brivido inspiegabile. Qualcuno in cielo aveva protetto la mia piccola, un miracolo me l'aveva restituita quando tutto sembrava perso. La carezza di Dio si era posata sul suo viso bellissimo».
A distanza di un anno sentiti i ringraziamenti di Tony e Betty a «medici, ostetriche, rianimatori e infermiere dell'ospedale S. Caterina Novella di Galatina, personale sanitario dell'UTIN di Lecce, i nostri angeli. E poi un grazie infinito a don Gianni Mattia che ci è stato vicino spiritualmente, ai nostri familiari e per ultimi, ma non per importanza, ai nostri amici che ci sono stati accanto sempre».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA