Inchiesta Sanità: confermato l'obbligo di dimora per Pendinelli

a destra Mario Pendinelli con l'avvocato Antonio Mariano Costantini
a destra Mario Pendinelli con l'avvocato Antonio Mariano Costantini
di Erasmo Marinazzo
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Venerdì 29 Luglio 2022, 14:40 - Ultimo aggiornamento: 31 Luglio, 17:44

Il Tribunale del Riesame di Lecce ha rigettato le richieste di annullamento di tre delle undici misure cautelari del blitz del 7 luglio che ha visto finire agli arresti domiciliari, fra gli altri, l'ex assessore regionale al Welfare ed ex parlamentare Totò Ruggeri, con l'accusa di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio relativamente ad assunzioni, accreditamenti nel sistema sanitario, alla pratica di ripristino del litorale del suo Lido Atlantis di Otranto ed anche per avere comprato voti - la tesi degli inquirenti -  nei Comuni di Gallipoli ed Aradeo alle elezioni Regionali del 2020. Restano in vigore lgli obblighi di dimora nel Comune di Scorrano per l'ex consigliere regionale Mario Pendinelli, nonchè a Carmiano per il medico Elio Vito Quarta ed a Carpignano Salentino per il commercialista Gianbattista Zacheo. 

Corruzione elettorale e Lido Atlantis

Mario Pendinelli era stato per questo sottoposto all'obbligo di dimora per la sola ipotesi di falso nella procedura del lido, misura che non gli impedisce di continuare ad amministrare il Comune di Scorrano dove è stato eletto sindaco a giugno dell'anno scorso. Decisione analoga a quella adottata giovedì per il suo omologo di Otranto, Pierpaolo Cariddi, sospeso dalla prefettura per effetto del divieto di dimora nel suo Comune per i fatti contestati nel capo di imputazione di falso del Lido Atlantis.

«Estraneo»

Davanti al collegio formato dal presidente-relatore Carlo Cazzella, a latere Annalisa de Benedictis ed Edoardo D'Ambrosio, gli avvocati Antonio Mariano Costantini e Corrado Sammarruco hanno chiesto per Pendinelli la revoca della misura , sostenendo che non ci fu alcuna forzatura delle procedure per ripristinare il litorale dell'Atlantis: la burrasca di gennaio del 2020, documentata, avrebbe reso necessario portare nuova sabbia sul lido secondo la procedura straordinaria prevista dalle linee guida della Regione. In questa vicenda sono indagati anche Cariddi, Ruggeri ed Emanuele Maggiulli (passato dai domiciliari al divieto di dimora nel Comune di Otranto).

Procreazione assistita

Sempre nella giornata odierna si è discusso un altro capo di imputazione dell'inchiesta condotta dal pubblico ministero della Procura di Lecce, Alessandro Prontera, con i finanzieri della compagnia di Otranto che ha visto la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Simona Panzera, emettere complessivamente undici misure cautelari: quella dell'accreditamento della sede di Muro Leccese della società "I giardini di Asclepio" del dottore Elio Vito Quarta, per la procreazione assistita. Quarta ed il commercialista Giambattista Zacheo, indicato uomo di fiducia di Totò Ruggeri, sono stati sottoposti all'obbligo di dimora,  rigettate le richieste di annullamento degli avvocati difensori Luigi Corvaglia e Pierluigi Portaluri (per Quarta) e  Dario Congedo. Viene contestata la corruzione poiché Ruggeri ne avrebbe tratto il vantaggio della prospettiva di vedersi riconosciute delle quote di partecipazione in una società collegata a "I giardini di Asclepio". Il 5 agosto per Quarta e Zacheo il Riesame esaminerà le richieste di annullare i divieti di esercitare le professioni di medico e di commercialista.

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