A Galatina il pd Metallo festeggia con destra e Lega. Antonica: «Merita solo un'altra pernacchia». Il consigliere: «Accanimento»

A Galatina il pd Metallo festeggia con destra e Lega. Antonica: «Merita solo un'altra pernacchia». Il consigliere: «Accanimento»
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Martedì 28 Giugno 2022, 19:43 - Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 07:39

La foto aveva fatto rumore già nella notte elettorale: a Galatina, a festeggiare insieme con il neo-eletto sindaco civico Fabio Vergine, c'erano l'assessore regionale Sebastiano Leo (gruppo civico "Per la Puglia"), il coordinatore regionale della Lega Roberto Marti, il sindaco "civico di destra" di Nardò Pippi Mellone, e i consiglieri regionali Donato Metallo (Pd) e Paolo Pagliaro (centrodestra e Movimento Regione Salento). Insomma: destra, sinistra, civici, tutti insieme appassionatamente senza distinzioni e steccati. Come sempre più spesso succede nella politica "trasversale" alla pugliese. Polemiche a fiumi, sui social e non solo, sulla scia di una campagna elettorale all'insegna delle tensioni e dei veleni. E con una coda ancora più veemente nel post voto. E se Metallo, con un lungo post facebook, si difende e spiega la scelta di sostenere Vergine, in aperta contrapposizione alle strategie del suo partito, a incendiare i toni ci pensa Sandra Antonica. La candidata del Pd, fuori già dopo il primo turno, rompe il silenzio e parte all'attacco, fino a voler dedicare al consigliere regionale "solo un'altra sonora pernacchia".

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La difesa di Metallo

Nel suo post, Metallo parla - in relazione alla scelta elettorale di Galatina, dove Vergine si è imposto sull'uscente Marcello Amante (civiche e Con) - di "motivazioni forti, personali e politiche mi hanno spinto a non poter condividere la prima scelta fatta dal nostro partito", "ho spiegato queste ragioni, nel dettaglio alle maggiori cariche del Partito, e questi comprendendo la gravità hanno accettato la mia posizione chiedendomi di mantenere il profilo basso. Cosa che ho fatto". "Nel ballottaggio, nessuna riunione è stata fatta, nessuna discussione, come in realtà già nella prima fase. Quindi mi sono sentito libero di schierarmi pubblicamente con la persona che stimo. Riguardo poi al fatto che quella persona fosse sostenuta anche da esponenti del centrodestra fa specie la polemica solo strumentale sollevata. Stesso schema è stato replicato in tante altre realtà amministrative, in questa e nelle precedenti tornate". 

Metallo cita anche il caso Nardò, "dove non ricordo autorevoli esponenti del centrosinistra o della sinistra venire a fare la campagna elettorale per il nostro candidato Falangone. Certo alcuni, non sono usciti pubblicamente per Mellone ma quanti hanno lavorato su questa candidatura?". "Sul Presidente Emiliano mi sono espresso più volte rivendicando un ruolo di maggior protagonismo del Pd, spesso solo o con pochi compagni che tenevano la barra dritta. Altri si sono persi sulla via di Damasco. Chiudo soltanto dicendo che la mia appartenenza la rivendico forte, la rivendico per quello che ho fatto, per quello che cerco di fare". "Poi se tutto questo accanimento è dovuto solo alla mortificazione che qualcuno ci stia provando, e in molti casi ci stia riuscendo allora è un’altra cosa, ancora più triste se possibile".

La replica di Antonica

Al vetriolo la replica di Sandra Antonica: "Ho taciuto per mesi, nel rispetto del mio partito e nella assoluta volontà di non danneggiarne l'immagine pubblica in un delicato momento elettorale. Ma adesso è ora di parlare". Diretto il riferimento al post fb di Metallo e alla ormai nota foto, nella quale si vede "un irrefrenabile consigliere regionale del Pd, giore della vittoria del candidato suo "amico", dice, abbracciare e dare il cinque a tutta lo stato genrale pugliese della lega presente a festeggiare il loro legittimo candidato" ( vi invito a leggere il comunicato ufficiale di Roberto Marti sull'analisi del voto). Cosa ancora più grave, già al primo turno, il consigliere in questione, è stato l'ideatore ed il fautore materiale di una lista civica a favore del candidato sindaco Vergine, mentre i militanti e compagni del Pe di Galatina, con enormi sacrifici, presentavano la lista ufficiale del Partito Democratico, autorizzati dal Segretario Regionale, dal Segretario Provinciale e dal Commissario per il congresso Francesco Boccia". "Tutto questo, probabilmente, è passato inosservato al giovane erede di Berlinguer di casa nostra, forse troppo impegnato da un lato a massacrare pubblicamente il Presidente Emiliano sulla nomina assessorile di Palese, dall'altro a tramare con i vertici della Lega per garantire la loro vittoria nella terza città del Salento, arrogandosi anche il diritto di giudicare legittima una scelta politica sulla base di ragioni strettamente personali". 

Antonica risponde "con una sonora pernacchia" alla "narrazione, il ragazzo di provincia tutto pane, politica e sudore". La stessa "pernacchia che ho fatto  a coloro, amici miei fraterni, che più di un anno fa si sono recati a casa mia per chiedermi di sostenere la candidatura alle regionali di questo giovane ragazzo". "E posso perdere  le elezioni, prendermi bastonate nei fianchi, cadere e rialzarmi mille volte altre. Ma sono e sarò sempre la Sandra, quella che quando il partito chiama, risponde. Altri invece, evidentemente, del partito ne fanno solo un trampolino di lancio". "A questo eroe del "pragmatismo" politico mi sento solo di dedicare un'ultima riflessione: anzi no. Basta solo un'altra sonora pernacchia".

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