Oltre un milione ai Comuni per liberare la costa dalla plastica

Sabato 25 Gennaio 2020 di Paola COLACI

Tonnellate di plastica e rifiuti da rimuovere lungo spiagge, litorali e aree marine protette del Salento. In vista dell'estate i comuni costieri della provincia scendono in campo per ripulire dall'immondizia i 300 chilometri di costa che corrono da Punta Prosciutto a Santa Maria di Leuca sul versante ionico e dal Capo di Leuca a Casalabate, lungo la costa adriatica, sempre nel Salento.

Un intervento il cui costo complessivo supera il milione di euro: per la precisione un milione e 179.285 euro che saranno erogati come contributo straordinario dalla Regione. Risorse stanziate lo scorso aprile dall'ente di via Capruzzi e destinate ai comuni costieri della Puglia, comprese 23 realtà salentine, al fine di sostenere le spese di rimozione e smaltimento dei rifiuti lungo spiagge, scogliere e zone boschive entro la distanza di 300 metri dal mare.

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Zone costiere che, come rimarca la stessa delibera, dovrebbero essere fruibili tutto l'anno. Anche nei mesi invernali, dunque, proprio quando i litorali e le strade più interne che portano al mare finiscono con maggiore facilità nel mirino degli incivili che le trasformano in grandi pattumiere a cielo aperto. Con le capitali del turismo che la fanno da padrone per l'importo erogato: Lecce, ma anche Gallipoli, Otranto, Melendugno, Nardò e Porto Cesareo che superano i 100mila euro per ciascun intervento. E, a ridosso, altre realtà importanti come Ugento e Tricase.

«Ecco perché è necessario contrastare i fenomeni dell'abbandono illecito per mantenere inalterata nel tempo la bellezza della nostra costa» si legge, ancora, nel documento regionale. E in questo contesto, i finanziamenti destinati ai Comuni dovranno essere spesi proprio per tutelare il fragile equilibrio ambientale dei siti di interesse comunitario (Sic) che disegnano il litorale salentino. Specchi d'acqua, tratti di spiaggia e chilometri di scogliere e macchia mediterranea che spesso affogano nella plastica e nei rifiuti.

E questo carico di immondizia molte volte arriva dal mare. A confermarlo è anche l'indagine Beach Litter 2018 di Legambiente da cui emerge come le materie plastiche costituiscano il principale tipo di rifiuti marini, sia sulle spiagge che in mare aperto. E la loro degradazione produce quantità crescenti di microplastiche, vettore per il trasferimento di sostanze chimiche nella catena alimentare. In primis il ciclo di alimentazione di pesci, fauna e tartarughe marine che anche nel Salento continuano a morire a causa della plastica. L'ultimo episodio in ordine di tempo risale ad appena una settimana fa quando le guardie zoofile hanno recuperato due carcasse di caretta caretta sulla spiaggia di San Cataldo, lungo il litorale leccese. E dalla bocca dei due animali sono stati estratti proprio residui di plastica. Un ritrovamento che ha fatto scattare un nuovo allarme inquinamento marino da parte di Giovanni D'Agata dello Sportello dei Diritti. Rischi confermati anche delle associazioni ambientaliste salentine.

Per questo ora i Comuni corrono ai ripari. E a scendere in campo da qui a qualche settimana saranno gli operatori ecologici a cui sarà affidata la raccolta e la rimozione dei rifiuti marini, ma anche la pulizia dalla spazzatura abbandonata sulle strade e lungo i sentieri di libero accesso alle aree costiere.
Se Otranto e Gallipoli, le principali realtà costiere della provincia che gestiscono il maggior di chilometri di coste, spiagge e aree naturali protette, potranno contare rispettivamente su un finanziamento da 150mila euro, la città di Lecce avrà a disposizione 130mila euro per tirare a lucido i suoi chilometri di costa che a sud confinano con le spiagge di Vernole.

Per la zona di Porto Cesareo, ancora, sono previsti 110mila euro mentre a Ugento spetta un finanziamento di 60mila euro, a Nardò un contributo di 136.382 euro e a Tricase la somma di 43mila euro. Contributi anche per i Comuni di Alessano (6.448 euro), Alliste (24.073 euro), Andrano (10.232 euro) e Castrignano del Capo (30.395 euro). E ancora, Castro (30.533), Corsano (25.272 euro), Diso (15.905 euro), Gagliano del Capo (59.626 euro), Morciano di Leuca (7.278 euro), Patù (13.889 ero), Racale (17.762 euro), Salve (27.512 euro), Santa Cesarea Terme (65.805 euro), Taviano (4.607 euro), Tiggiano (5.958 euro), Vernole (54.608 euro) e Melendugno (66.524 euro).

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