Pedofilia, istruttore di equitazione arrestato. I giudici: «Rapporti sessuali con le bimbe»

Pedofilia, istruttore di equitazione arrestato. I giudici: «Rapporti sessuali con le bimbe»
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Sabato 30 Luglio 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 22:30

«I fatti che vengono contestati all’indagato destano particolare allarme sociale e impongono un immediato intervento ai fini non solo repressivi ma anche preventivi, rispetto a temute più gravi condotte di cui si ritiene possa essere capace...deve infatti ritenersi come....sia persona dall’indole assai perversa e malvagia che ben potrebbe reiterare fatti analoghi». È la prima considerazione che si trova nell’ordinanza di custodia cautelare che ha fatto finire in carcere il gestore di un maneggio fra le province di Brindisi e Lecce, con l’accusa di violenza sessuale su una bambina di 9 anni e una ragazzina di 13 anni. Lo sostiene la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Alessandra Sermarini, che lunedì sottoporrà ad interrogatorio di garanzia l’istruttore di equitazione, 65 anni, alla presenza dell’avvocatessa Francesca Conte. La parte civile è assistita dall'avvocato Vito Epifani. 

La Federazione Sport Equestri: «Abusi inn un centro non affiliato»


Un provvedimento dettato dall’emergenza, dalla necessità di impedire che continui a perpetrare i comportamenti contestai con altre piccole allieve, in altre parole, quello adottata dalla giudice sulla scorta delle indagini condotte dai pubblici. Intanto la Federazione Sport Equestri (Fise) precisa che l’indagato non sia un tesserato: «In relazione ai gravi fatti riportati nell’edizione del 29 luglio del Nuovo Quotidiano di Puglia e riguardanti gli abusi sessuali connessi ai danni di due minorenni, la Federazione Italiana Sport Equestri precisa che non si tratta di un proprio istruttore e che gli abusi si sarebbero verificati in un centro non affiliato alla federazione», afferma il presidente regionale, l’avvocato Francesco Vergine. «Fise è da anni schierata contro ogni forma di abuso e costantemente assume ogni iniziativa tesa a garantire la sicurezza dei luoghi in cui viene espletata l’attività equestre. Effettua continui monitoraggi sul possesso dei requisiti morali dei propri tecnici e valuterà la possibilità di costituirsi parte civile ove dovessero emergere profili che lo consentiranno».

L'accusa: «Rapporti sessuali completi anche con la bimba di 9 anni»

Secondo la ricostruzione delle indagini condotte dai pubblici ministeri Luigi Mastroniani e Paola Palumbo (delle Procure di Lecce e Brindisi) con carabinieri e polizia, e che sarà messa al vaglio dalla difesa con l’interrogatorio di lunedì, l’istruttore avrebbe consumato rapporti sessuali anche completi con la più piccola delle due allieve, nel corso di due anni di insegnamenti. Ed avrebbe cercato anche di intimidire e minacciare lei ed i suo genitore quando gli venne notificato l’avviso di fissazione dell’incidente probatorio per acquisire la testimonianza della bambina: telefonate a casa, visite non annunciate, soste davanti l’ingresso dell’appartamento.
La ragazzina di 13 anni lo avrebbe fermato invece al primo approccio, quando le avrebbe sbottonato i pantaloni dopo averle fatto toccare le parti intime del cavallo cercando di farle credere che si trattasse di un modo per entrare in empatia con l’equino.

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