Inquinamento, tre paesi in trincea:
«Si muore troppo, ora più controlli»

Inquinamento, tre paesi in trincea:
«Si muore troppo, ora più controlli»
Già troppi gli impianti esistenti e troppi anche i progetti previsti. È rivolta nei Comuni a sud di Lecce: «Qua si muore troppo, vogliamo più controlli».
A marzo scorso Lilt Lecce aveva sottolineato l’aumento di mortalità nella popolazione causata da tumori; l’elevata incidenza di malformazioni congenite nei neonati, patologie allergiche e respiratorie, era stato invece il dato denunciato dai pediatri. Tutto ciò ha spinto i “Comitati Civici per la Tutela della Salute e dell’Ambiente” di Cavallino e Castromediano, il “Comitato Civico Difesa Salute e Ambiente” di Lizzanello e quello di San Donato, a richiedere monitoraggi più capillari su aria, acqua e suolo. I territori a cui si fa riferimento sono quelli compresi nella periferia sud di Lecce, quindi ricadenti nei Comuni di Cavallino, Lizzanello e San Donato.

«C’è una volontà – spiegano Raffaele Colluto, portavoce del Comitato di Cavallino, e Raffaello Corvino, presidente del Comitato di Lizzanello - di fare chiarezza sulle possibili cause di queste ormai troppo frequenti patologie. I dati epidemiologici sono allarmanti e, nonostante questo, pochissimo o quasi nulla viene programmato e concretizzato. Non si può – secondo i comitati - continuare a tranquillizzare i cittadini sulle condizioni ambientali facendo finta che nulla di grave stia accadendo e portare avanti le scellerate politiche ambientali degli ultimi decenni».
Prendiamo ad esempio i monitoraggi sulla componente aria svolti poco tempo fa a Cavallino da Arpa che dichiara di aver potuto monitorare solo l’idrogeno solforato e le polveri sottili. Da qui la prima richiesta da parte dei comitati: «Sono necessarie ulteriori e più approfondite indagini su tutte le matrici ambientali, aria, acqua e suolo dell’intero territorio».
La seconda battaglia dei comitati riguarda la presenza eccessiva, quindi l’elevata concentrazione di impianti dal notevole impatto ambientale ed il fatto che «ciò non scoraggi l’idea di continuare a mettere in serio rischio il già delicato sistema ecologico dell’area. Sembrerebbe che a Cavallino potrebbero sorgere ancora un impianto sperimentale per il trattamento e lo smaltimento dei manufatti in cemento amianto, un mega impianto industriale di compostaggio che raccoglierebbe il rifiuto umido di una trentina di comuni della provincia di Lecce ed in corso l’eventuale ampliamento della discarica già esistente Le Mate», concludono dai comitati.
A tutto questo si aggiunge la possibilità che la Puglia diventi centro di raccolta per lo smaltimento dei rifiuti anche del Lazio. Giovedì sera una telefonata del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti al collega della Regione Puglia Michele Emiliano, per richiedere la disponibilità ad accogliere qui i rifiuti prodotti nella capitale. Un trasferimento di rifiuti indifferenziati da sottoporre a trattamento meccanizzato biologico in alcuni dei dieci impianti sparsi sul territorio. Tra questi, tre si trovano a Cavallino, Poggiardo e Ugento.
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Martedì 15 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 12:17