«Se Giorgia è viva, è grazie ad un piccolo angelo che ora vive dentro di lei»

Martedì 12 Novembre 2019 di Francesca PASTORE
Giorgia continua a lottare, sempre con il suo grande sorriso. Non riesce a parlare, ha male alla gola ma con un filo di voce chiede di poter scrivere e disegnare. A una settimana di distanza dal delicatissimo trapianto nell’ospedale di Pittsburgh, Giorgia Pagano, 11 anni,  leccese, ha iniziato il difficile percorso di riabilitazione post intervento. La piccola è sveglia e respira da sola, ma la strada è lunga e ancora in salita.
I medici e il personale sanitario, che la monitorano 24 ore su 24, hanno rilevato del liquido nei polmoni. Hanno aggiunto altri pesantissimi farmaci e l'ossigeno terapia. Se sino a qualche giorno fa era immobile nel letto, ora inizia a muoversi pian piano, ma lei è così stanca che non riesce a spostarsi piu' di 5 centimetri.
«Giorgia è davvero forte - scrive mamma Elisa - credo che mai come ora me ne stia rendendo conto. I medici sono contenti ma restano ancora in allerta, il trapianto intestinale è tra i trapianti più difficili da farsi e tra mille complicanze da superare».
Il pensiero di mamma Elisa inevitabilmente vola alla famiglia che ha scelto di donare gli organi del loro bambino/a che è volato/a in cielo, vittima indifesa di un incidente stradale. «Non riesco a immaginare quanto sia stato difficile per loro e doloroso - dice Elisa - ma il loro gesto ha dato una speranza di vita alla mia bambina, senza del quale i medici hanno detto oltre 1 anno Giorgia probabilmente non sarebbe vissuta. Adesso Giorgia, che ha sempre brillato di argento vivo puro addosso, brillerà di una luce ancora più magica, quella del bimbo che le ha salvato la vita e che vivrà per sempre dentro di lei e con lei». Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 07:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA