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Lecce, «Banda e luminarie: la festa di sant’Oronzo quest’anno si farà»

Lecce, «Banda e luminarie: la festa di sant’Oronzo quest’anno si farà»
di Andrea TAFURO
4 Minuti di Lettura
Venerdì 2 Luglio 2021, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 22:44

Sobrie luminarie e il suono della banda ad allietare il dì di festa. Il coronavirus allenta la morsa e in Salento ripartano riti civili e religiosi per i santi patroni. Con nota dell’Arcivescovo di Lecce, monsignor Michele Seccia, d’intesa con le autorità governative, si delinea il nuovo percorso organizzativo nella diocesi del capoluogo, per la celebrazione di messe all’aperto, l’installazione di luminarie per i festeggiamenti e l’inserimento di bande musicali con i dovuti distanziamenti all’esterno dei luoghi di culto, per ripristinare l’aria della festa interrotta dalla pandemia negli ultimi due anni. Per processioni e folklore invece bisognerà attendere ancora.

La celebrazione di Sant'Oronzo


La festa di Sant’Oronzo, dunque, si farà. In forma ridotta, senza sfarzi e all’insegna della sobrietà. Così come chiarito dall’assessore allo spettacolo del Comune di Lecce, Paolo Foresio: «La lettera del vescovo ai parroci ribadisce il contesto diverso nel quale dovranno tenersi le celebrazioni religiose legate alle feste patronali e il loro stretto collegamento con le iniziative civili, sottoposte alle disposizioni governative per il contenimento della pandemia. È un passo avanti che fa ben sperare nella celebrazione della festa patronale di Sant’Oronzo – prosegue Foresio - certamente in modalità diverse dal passato, ma che si può immaginare possa tornare a caratterizzarsi con alcuni elementi caratteristici, come le sobrie luminarie e i suoni della banda, che a Lecce non sono mancati neanche l’anno scorso. Nelle prossime settimane ci muoveremo in stretto contatto con la Curia, e in osservanza delle precauzioni sanitarie, per verificare il da farsi». 

Le altre diocesi 


Primi movimenti anche nelle altre diocesi e nei comuni della provincia di Lecce. A Copertino è iniziato il dialogo tra comitato festa, rappresentanti della diocesi Nardò-Gallipoli e amministrazione comunale. Al momento si punta a rimpinguare le risorse economiche nelle casse del comitato guidato da Pippi Renis, che da una settimana, dopo il nullaosta della curia ha potuto dare avvio alla questua nei pressi delle parrocchie cittadine. L’obiettivo è mettere insieme le diverse forze in campo, al momento appaiono distanti, per organizzare i festeggiamenti in onore di San Giuseppe da Copertino fissati per il 17 e 18 settembre. «Non sarà semplice riproporre le grandi luminarie e le manifestazioni del pre pandemia. Anche quest’anno infatti dovremo muoverci con oculatezza, viste le scarse risorse e il disimpegno nei confronti del comitato da parte dell’amministrazione comunale. Di sicuro – continua Renis – non verrà meno la tradizione con la traslazione della statua del Santo dal Santuario alla basilica di Santa Maria ad Nives e la messa in piazza Castello, celebrata da monsignor Vincenzo Viva, copertinese e nuovo vescovo di Albano». Rito civile che a Copertino tuttavia potrebbe avere un doppio programma, se l’amministrazione comunale Schito decidesse quindi di non appoggiare le iniziative del comitato festa.

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A Scorrano invece è in dirittura d’arrivo il piano sicurezza per i due giorni di festa, il 5 e 6 luglio, per Santa Domenica. I commissari prefettizi hanno deliberato - confermano dal Comune - i festeggiamenti civili della Patrona. Congelata al momento invece la festa dei Santi Martiri a Otranto in programma per il 14 agosto. Il 16 e 17 agosto sarà poi il turno dei festeggiamenti di San Rocco a Leverano, comune salentino rientrante nella diocesi di Brindisi. In programma rito civile e religioso. «La festa si farà – ammette il sindaco Marcello Rolli -. Riproporremo l’organizzazione dello scorso anno, con misure per il distanziamento e due maxischermi per seguire la funzione religiosa all’esterno. Sulla processione attendiamo, ma rispetteremo la decisione della diocesi. Sarà un rito sobrio, svolto nel rispetto di chi ha sofferto – chiosa Rolli - ma è giusto anche provare a tornare alla normalità».

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