Caos scuola, dietrofront del governo: niente Dad con un contagiato in classe

Caos scuola, dietrofront del governo: niente Dad con un contagiato in classe
di Lorena Loiacono
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Mercoledì 1 Dicembre 2021, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 10:23

Con l’aumento dei contagi sta crescendo, evidentemente, anche la tensione. Nell’arco di 24 ore, infatti, alle scuole è arrivata prima una circolare dei ministeri Salute e Istruzione, con cui si decideva di tornare alla Dad se in classe c’era anche solo un positivo, e poi di fatto è arrivata la revoca, con cui si torna invece alla Dad automatica solo nel caso di tre positivi. Un doppio dietrofront che, purtroppo, non fa altro che generare confusione nelle scuole e tra le famiglie.

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Come mai si era deciso di annullare la precedente procedura, poi riconfermata? Si tratta del protocollo del 3 novembre scorso per cui con un solo positivo si avvia il testing con un tampone immediato e uno da ripetere il quinto giorno: se emerge un altro positivo si procede con il testing solo tra i vaccinati, vale a dire dai 12 anni in su, e tra gli alunni negativizzati di qualunque fascia di età. Tutti gli altri in quarantena. Se poi i positivi sono tre la quarantena scatta per tutti. Un simile tracciamento, ideato per far restare il più possibile gli studenti in classe, poteva funzionare solo effettuando un elevato numero di tamponi ma così non è stato. Le Asl non sono riuscite a garantire il testing e così lunedì sera, nella nota congiunta tra salute e istruzione, si leggeva che veniva sospeso perché avrebbe potuto funzionare con 50 casi su 100mila ma ora ce ne sono 125 su 100mila. E così si indicava la quarantena per tutta la classe, senza testing.

Ma ieri è arrivata la reazione di Palazzo Chigi e, di conseguenza, una seconda nota: sarà il commissario Figliuolo a sostenere il lavoro delle Asl con i tamponi, tramite la struttura commissariale, quindi il testing torna in campo e la Dad parte in automatico solo con tre casi. «In considerazione della sopravvenuta disponibilità manifestata dalla struttura commissariale – si legge nella seconda nota – si intendono superate le disposizioni di cui alla precedente circolare».

Da qui a Natale la scuola proverà a restare in presenza, ma non mancheranno i problemi: il 10 dicembre, a ridosso della pausa dell’8, è previsto uno sciopero e il 15 entrerà in vigore l’obbligo vaccinale per i docenti. Tra quel 6% non vaccinato, potrebbe esserci chi deciderà di restare a casa ma trovare i supplenti sotto Natale potrebbe essere impossibile.

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