Pensione di invalidità a cieco, ma giocava a carte: smascherata la gang delle truffe VIDEO

Lunedì 23 Settembre 2019
Pensione di invalidità a cieco, ma giocava a carte: smascherata la gang delle truffe VIDEO
Avevano messo in piedi, probabilmente da anni, un'associazione per delinquere per truffare l'Inps e ottenere quindi un'indebita percezione di pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento, reclutando nel Potentino anziani compiacenti che dovevano fingersi invalidi, e organizzando tutte le procedure con l'aiuto di avvocati, sanitari e medici. I particolari dell'operazione sono stati illustrati stamani a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, dal Procuratore della Repubblica, Francesco Curcio, dalla pm Sarah Masecchia e dal dirigente della Squadra mobile, Donato Marano.
 

L'operazione «Il canto delle sirene» ha portato quindi a cinque arresti domiciliari - per Carmela Abate, Francesco Di Giovanni, Antonio Covella, Umberto Sica e Annina Di Giacomo - a un provvedimento di interdizione dai pubblici uffici, per Aurora Leone De Magistris, e a 40 indagati. Sono inoltre state effettuate due perquisizioni nei confronti di un ex componente di un Caf e di un medico potentino. Le indagini sono cominciate circa un anno e mezzo fa grazie a un'intercettazione, per un diverso filone di indagini, da cui sono emerse tracce del meccanismo. Alcuni «faccendieri» reclutavano gli anziani disposti a fingersi invalidi, seguendo poi l'iter burocratico in tutte le sue fasi: una volta ottenuto il beneficio economico, gli arretrati di pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento venivano divisi in parti uguali tra faccendieri, sanitari e il falso invalido, con una quota ai medici in relazione a una specifica tariffa, e altri mille euro per ogni causa «aggiustata».
Dai pedinamenti e dalle osservazioni ambientali sono emersi poi casi «paradossali», con un falso cieco ripreso mentre giocava a carte, una persona affetta da una grave patologia depressiva che partecipava quasi quotidianamente a rassegne canore come cantante folk, e un altro falso invalido che si presentava dal medico sulla sedia a rotella, il quale una volta a casa si «rialzava» e andava a coltivare il proprio terreno. Il danno stimato per lo Stato, fino a ottobre dello scorso anno, è stato di circa 130 mila euro.
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