Nicola Morra, blitz furioso alla Asl: il direttore lo querela. Lui su Fb: «Ecco cos'è successo» VIDEO

Lunedì 22 Marzo 2021
Nicola Morra, blitz furioso alla Asl: il direttore lo querela. Lui su Fb: «Ecco cos'è successo» VIDEO

La campagna di vaccinazione anti Covid prosegue purtroppo a rilento in quasi tutta Italia. E in Calabria è esplosa una polemica che riguarda il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, senatore del Movimento 5 Stelle: Morra si sarebbe presentato sabato scorso negli uffici della Asl di Cosenza, per rimproverarli dei risultati (secondo lui) deludenti delle vaccinazioni, e con un motivo specifico a scatenare la sua rabbia.

 

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Secondo quanto racconta oggi il Corriere della Sera, Morra si sarebbe presentato arrabbiatissimo negli uffici prendendosela con il direttore Mario Marino e con i cinque medici dello staff. Questi ultimi sarebbero stati da Morra attaccati in quanti incapaci di gestire la somministrazione dei vaccini: il motivo scatenante del suo sfogo sarebbe legato alla mancata vaccinazione di due parenti anziani, ottuagenari, che non sono ancora stati chiamati. «Il senatore Morra si è presentato in ufficio e ha chiesto chi fosse il responsabile, poi ha iniziato a inveire contro di me incolpandomi del fatto che due suoi parenti, ottuagenari, non erano ancora stati chiamati», ha raccontato al Corriere Marino, che dopo quanto è successo ha avuto anche un lieve malore.

 

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«Ho cercato di tranquillizzarlo», spiega, ma «ha continuato ad aggredirmi verbalmente». La rabbia di Morra era dovuta al fatto che nessuno rispondesse al numero verde per le prenotazioni vaccinali, ma Marino al Corriere spiega che quel numero non è più attivo e che ora per prenotarsi bisogna utilizzare una piattaforma ad hoc. La discussione è durata un’ora, con il presidente dell’Antimafia che avrebbe anche telefonato al viceministro Sileri per lamentarsi di quanto accaduto.

 

Lui spiega in un video su Facebook

 

Il senatore Morra, in un video su Facebook, ha spiegato quanto accaduto per fare chiarezza sulle ricostruzioni fatte dai giornali. «Sabato mattina, 20 marzo, mi sono recato presso l’azienda sanitaria provinciale (ASP) di Cosenza in viale degli Alimena per fare un controllo, esattamente come ho fatto ad ottobre scorso sempre nei locali di Serra Spiga ed anche 7 giorni addietro quando ho incontrato il Commissario dell’ASP di Cosenza per offrire la mia disponibilità nel sostenere l’azione vaccinale», scrive Morra a corredo del video, di circa 8 minuti.

 

«Ho dovuto prendere atto che le modalità di prenotazione non sono efficaci soprattutto per chi, magari anziano, non ha dimestichezza con internet ed i siti-web. Riguardo alle polemiche: mi farebbe piacere che mi si spiegasse come avrei perorato la causa dei miei suoceri o dei miei genitori. Purtroppo sia i miei genitori che mio suocero sono venuti a mancare tempo fa. Mentre mia suocera si è già vaccinata circa quindici giorni fa poiché rientrante per ragioni anagrafiche nelle categorie a rischio», sottolinea, smentendo la versione della lite per via del mancato vaccino ai suoceri.

 

«Successivamente mi sono recato nei locali dell’ASP di Serra Spiga (Cosenza) ed ho incontrato il Dott. Mario Marino responsabile della centrale operativa territoriale, e l’ho messo telefonicamente in contatto con il Sottosegretario Pierpaolo Sileri, con il Dott. Giuseppe Longo Commissario alla sanità per la regione Calabria e con il Dott. Vincenzo La Regina Commissario dell’ASP cosentina al fine di migliorare il servizio prenotazione e tutto quanto riguardi la somministrazione vaccinale in Calabria. Questa ispezione è avvenuta a seguito di segnalazioni di cittadini che mi chiedevano d’intervenire vista la scarsità di vaccini ricevuti dai calabresi e, quindi, anche in provincia di Cosenza», aggiunge Morra.

 

«Non vedo nulla di strano se il Presidente della Commissione parlamentare antimafia, parlamentare eletto in Calabria, si interessa ed interviene per cercare di aiutare il sistema delle vaccinazioni che in Calabria fa acqua da tutte le parti -lo dicono i numeri-. Nonostante ad oggi la macchina di somministrazione del vaccino funzioni poco e male, questi scarsi risultati non hanno in alcun modo scalfito le retribuzioni dei dirigenti che dovrebbero garantirci ben altri numeri per le vaccinazioni e ben altri livelli d’assistenza sanitaria in un'azienda sanitaria provinciale con circa 1 MLD di debiti! - conclude Morra - L’ispezione eseguita sabato è una prerogativa di un parlamentare e penso sia dovere di qualunque rappresentante delle Istituzioni provvedere affinché il diritto alla salute venga rispettato anche in Calabria, anche in provincia di Cosenza».

 

IL VIDEO SU FACEBOOK

 

 

Fdi: si dimetta, da 'uno vale uno' a 'lei non sa chi sono io'

 

«Da 'uno vale uno' al 'lei non sa chi sono io' è una metamorfosi ormai consumata per il senatore Nicola Morra che, secondo quanto riportato dalla stampa, è stato protagonista di una vicenda che farebbe arrossire la peggiore casta della prima Repubblica». È quanto affermano i parlamentari di Fratelli d'Italia in Commissione antimafia Wanda Ferro, Antonio Iannone e Luca Ciriani, che proseguono: «È gravissimo che un parlamentare, eccedendo le proprie prerogative istituzionali, abbia fatto irruzione urlando nella centrale operativa in cui si gestisce la campagna vaccinazioni a Cosenza, interrompendo il lavoro del personale in una fase delicatissima, pretendendo di accedere a dati sensibili di natura sanitaria, e addirittura utilizzando gli uomini della sua scorta per identificare i presenti».

 

«La vicenda, denunciata dal dirigente del Dipartimento prevenzione dell'Asp di Cosenza, dimostra ancora una volta l'assoluta inadeguatezza di Morra a ricoprire il delicato incarico di presidente della Commissione antimafia. Rinnovando la richiesta di sue dimissioni, esprimiamo vicinanza ai medici e al personale sanitario, che per il duro e delicato lavoro che stanno svolgendo meritano di avere il sostegno dei rappresentanti istituzionali e non subirne gli abusi, e solidarietà gli agenti della scorta costretti a compiere atti che nulla hanno a che fare con i compiti di tutela della sicurezza del parlamentare».

 

Il dirigente all'Adnkronos: «Lo denuncio»

 

«Morra si è presentato sabato mattina mentre eravamo in piena attività, stavamo organizzando e pianificando l'attività di vaccinazione per questa settimana. E entrando e si è messo a urlare. Diceva 'questo numero non funziona', noi gli spiegavamo che non era più attivo per le prenotazioni, ma era tutto inutile», ha detto il direttore Marino in un'intervista di questa mattina all'Adnkronos. «Poi ha chiamato il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri e il commissario ad acta della sanità calabrese, Guido Longo, con i quali non credo abbia fatto una gran bella figura. Loro, i grillini, dovevano affossare il sistema, ma non ho mai visto uno della Prima Repubblica venire da noi comportandosi in quella maniera. Ma urlava non per un fatto di servizio pubblico, che riguardava i cittadini, ma perché i suoi parenti non erano stati chiamati. Dunque, per un fatto suo personale. Sta di fatto che alla fine ho avuto un malore. Lo querelerò per abuso di potere e forse anche interruzione di pubblico servizio».

 

Marino è Direttore del dipartimento di prevenzione dell'Asp di Cosenza. «È stato del tutto inutile spiegargli che ormai da quattro giorni per le vaccinazioni è partita la piattaforma informatica regionale - spiega Marino all'AdnKronos -, ha continuato a urlare. Questo è sicuramente abuso di potere, ma credo che querelerò Morra anche per interruzione di pubblico servizio, perché la sua 'visita' ha interrotto il nostro lavoro. In quel momento, quando lui è arrivato nella centrale operativa, c'erano sei medici che lavoravano sui tamponi, le visite domiciliari relative al Covid, quelle nelle Rsa e molto altro, poi c'erano altri due operatori che stavano stilando gli elenchi per le vaccinazioni da fare in questa settimana e altri due che si occupavano del contact tracing, e infine c'ero io con altri due medici, impegnati nella pianificazione della settimana. Morra è entrando, si è messo a strillare, bloccando l'attività».

 

Poi Marino sottolinea: «Davvero non so perché l'ha fatto, cui prodest? Forse per via dei suoi due parenti, sicuramente indiretti perché parenti della moglie, che non erano stati vaccinati? L'ha probabilmente interpretata come lesa maestà, ma quei due parenti non erano neanche prenotati, perché chiamavano al numero sbagliato. Fra l'altro, i suoi due uomini della scorta mi hanno chiesto anche i documenti. Ma stavo forse commettendo un reato? Ripeto, non so perché l'ha fatto, ma so che anche a dicembre fece una piazzata contro l'Asp e contro l'Usca. Anche allora fece un casino, proprio come sabato da noi». Quanto alla possibilità di non querelare Morra nel caso in cui il senatore del M5S dovesse scusarsi, Marino sempre all'Adnkronos replica: «Non credo proprio che un tipo come lui chiederà scusa».

 

Infine, Marino conclude: «Nella provincia di Cosenza abbiamo una rete vaccinale realizzata in meno di un mese e formata da 68 centri vaccinali anti Covid, alcuni meravigliosi. Nella città di Cosenza, per i vaccini abbiamo una palestra con sei box, un'altra in periferia, poi l'ospedale militare. Abbiamo fatto un buon lavoro. Purtroppo, com'è noto, il problema è la carenza dei vaccini, e Morra dovrebbe saperlo, essendo una persona di spicco di questa maggioranza e presidente della Commissione Antimafia. È da un anno che lavoriamo sotto pressione, dalle sei di mattina fino alle 11 di sera, alla fine il fisico ne risente. Io mi sono beccato crisi ipertensive ravvicinate, sono sotto terapia, ho uno stato ansioso e domani devo andare dallo psichiatra. Ho bisogno di curarmi. E poi mi devo sentire criticare da Morra? Per quale motivo? Non è così che fa un uomo di Stato. A causa di quello che è accaduto sabato ho avuto un malore, mi hanno riscontrato la pressione alta, 170 su 100. Sono stato malissimo, il dottore mi ha visitato e voleva ricoverami. Perché subire tutto questo?». 

Ultimo aggiornamento: 16:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA