Rebus aeroporti: tutto ancora fermo. Scontro su Brindisi

Mercoledì 6 Maggio 2020 di Vincenzo DAMIANI
Un unico collegamento, il Bari-Roma, con circa 20-30 passeggeri a bordo. Nulla da fare invece per Brindisi. Gli aeroporti pugliesi sono ancora fermi al palo, come quasi tutti gli scali medio-piccoli d’Italia. Se treni e bus, tra mille difficoltà, sono ripartiti, per le compagnie aeree riprendere in queste condizioni non è conveniente. Lo ha detto a chiare lettere il patron di Ryanair Michael O’Leary, che ha definito “stupide” le regole sul distanziamento negli aerei. E Ryanair è il vettore che più di tutti porta turisti e pendolari in Puglia. Da Aeroporti di Puglia non si sbilanciano, ma è molto probabile che bisognerà attendere giugno per vedere intensificare il traffico aereo. «Il quadro normativo attualmente vigente – dicono da Adp - non crea i presupposti per una ripresa, per quanto auspicabile, del traffico passeggeri, atteso che il Dpcm del 26 aprile 2020 dispone che le persone che fanno ingresso in Italia sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata all’atto dell’imbarco». In più c’è un’ordinanza regionale che ribadisce l’obbligatorietà.

«Come evidente, perciò, allo stato attuale queste giuste e necessarie prescrizioni rendono quanto mai proibitivo per le compagnie aeree prevedere la ripresa delle proprie attività sia in ambito internazionale che nazionale». Da registrare anche la polemica che si è innescata tra la società che gestisce i quattro scali pugliesi e una parte della politica. Il Movimento Regione Salento ha chiesto la riapertura di Brindisi. E il coordinatore regionale di Forza Italia, Mauro D’Attis, analizza: «Mentre Bergamo, Firenze e Roma – attacca il deputato - riaprono i propri aeroporti, lo scalo di Brindisi resta chiuso con danni ingenti per tutta l’economia locale. Non vorremmo che dietro questa decisione ci fosse la volontà di depotenziare l’aeroporto del Salento, ho per questo depositato un’interrogazione al ministro De Micheli per chiedere l’immediata riapertura. Ripercussioni pesantissime ci sono già state nel breve periodo, come la chiusura delle attività commerciali interne allo scalo e il blocco degli autonoleggi, ma quelle nel lungo periodo potrebbero essere ben più gravi portando al dirottamento dell’intero traffico merci su Bari».

La replica di Adp non si è fatta attendere: «È quanto mai opportuno ribadire – rispondono da Aeroporti - che la chiusura è stata disposta con decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito di un processo di razionalizzazione dell’attività aeroportuale che ha interessato la totalità del sistema aeroportuale italiano. In questo difficile contesto, individuare responsabilità o, ancor peggio, attribuire a Regione Puglia e Aeroporti di Puglia la paternità di scelte adottate al solo fine di penalizzare l’aeroporto del Salento e il suo territorio, appare quanto mai inopportuno e fuori da ogni logica di buon senso. Ancor di più se si considera l’importanza che Aeroporti di Puglia annette allo scalo nell’ambito della rete aeroportuale regionale, come facilmente desumibile dalla crescita del traffico e di collegamenti, nonché dai numerosi interventi, realizzati e in corso che hanno consentito l’ampliamento e la qualificazione delle infrastrutture». Nell’attesa che i collegamenti aerei possano riprendere con una certa frequenza, Adp sta attrezzando i suoi aeroporti «con importanti lavori di manutenzione straordinaria».

«È prossima – annuncia Aeroporti - la ripresa dei lavori inerenti l’adeguamento delle infrastrutture di volo affinché, in presenza di nuove disposizioni del ministero, circa la ripresa delle attività, i vettori possano riprendere l’operatività sullo scalo salentino in assoluta sicurezza e garantendo il diritto alla salute dei passeggeri». Il governo, nell’ultimo decreto, ha stabilito alcunemisure di sicurezza: una netta separazione delle porte di entrata e di uscita, in modo da evitare l’incontro di flussi di utenti; contingentamento degli accessi; percorsi a senso unico all’interno dell’aeroporto; obbligo di distanziamento interpersonale di un metro a bordo degli aerei, all’interno dei terminal e di tutte le altre facility aeroportuali; i passeggeri sull’aereo devono indossare necessariamente la mascherina; attività di igienizzazione e sanificazione di terminal ed aeromobili; tutti i gate di imbarco devono essere dotati di erogatori di gel disinfettante; attivazione di termo-scanner per i passeggeri sia in arrivo che in partenza. Adp sta prevedendo anche la misurazione della temperatura corporea prima dell’ingresso in aeroporto e il divieto di accesso per gli accompagnatori. © RIPRODUZIONE RISERVATA