Nave Olympia in fiamme, il comandante: «Passeggeri contati sul ponte, non mi spiego quei dispersi»

Domenica 20 Febbraio 2022 di Antonio Pane
Nave Olympia in fiamme, il comandante: «Passeggeri contati sul ponte, non mi spiego quei dispersi»

«Le fiamme si sono propagate in maniera velocissima, se avessimo aspettato ancora cinque minuti anche la zona delle scialuppe sarebbe stata invasa dalle fiamme». Vincenzo Meglio, il comandante della Euroferry Olympia ripercorre i terribili momenti che lo hanno portato a dichiarare l'abbandono nave. Procidano, 42 anni, ha gestito la situazione con freddezza e determinazione, dicono dall'unita di crisi del Gruppo Grimaldi. «Di più non abbiamo potuto fare - sottolinea - al momento in cui ho dichiarato l'abbandono nave tutti i passeggeri, e tutto l'equipaggio, erano radunati sul ponte. Il commissario di bordo mi ha più volte ripetuto, dopo averli contati, che erano tutti presenti».

 


E allora perché poi sono mancate 12 persone?
«Nel momento in cui è cominciato il trasbordo sulle scialuppe, sono esplosi i serbatoi di alcuni camion parcheggiati a prua. Veri e propri boati e fiamme alte. Non escludo che per paura qualcuno abbia deciso di tuffarsi in mare. O che si siano allontanati, senza avvertire nessuno dell'equipaggio, magari per recuperare qualche effetto personale dalla cabina e non siano più riusciti a tornare sul ponte delle scialuppe».

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Tutti hanno trovato posto sulle scialuppe?
«Assolutamente sì. Quando sono salito sul ponte non c'era più nessuno».
Comandante come si è accorto che qualcosa non andava?
«Sono stato chiamato alle 3,01 dal primo ufficiale Gaetano Giorgianni. Era allarmato perché più rilevatori di fumo si erano attivati contemporaneamente. Alle 3,04 ero sul ponte e abbiamo subito attivato i controlli. Le segnalazioni erano tutte molto preoccupanti, il fuoco era già divampato forte e il fumo aveva invaso molti locali».
La prima azione?
«Avevamo notato a poppavia una unità della Guardia di Finanza. Tramite Vhf ho subito chiesto assistenza al comandante perché avevamo un problema a bordo. Il maggiore Simone Cristalli, comandante del Monte Sperone, mi ha rassicurato che ci avrebbero seguito da vicino. Le notizie che mi arrivano dai ponti inferiori erano sempre più drammatiche. Quando ho visto lingue di fuoco sia a poppa che a prua ho capito che dovevano andare via».
Tutti sul ponte scialuppe?
«Sì questo è stato l'ordine. Una volta radunati ho visto che le fiamme stavano per raggiungere anche questa zona e allora ho dato l'abbandono nave».
Le operazioni sono state veloci?
«Mi ha aiutato molto il fatto che su questa nave ho navigato per anni come primo ufficiale. Conosco ogni angolo e non ho avuto nessuna difficoltà a guidare le operazioni cercando di mantenere sempre la calma e il sangue freddo».

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I sistemi antincendio della nave erano in funzione?
«Sicuramente sono scattati tutti. Mercoledì la nave è stata ispezionata dall'autorità marittima greca e tutto era risultato perfettamente funzionante».
Siamo rimasti alle scialuppe. E poi?
«Poi è arrivata in nostro soccorso la Monte Sperone e anche alcune motovedette della guardia costiera greca».
La prima telefonata da terra?
« A mio padre. Anche lui è stato comandante. Non sapeva nulla. L'ho tranquillizzato, ora che vedi la televisione non ti preoccupare siamo già a terra».
 

Ultimo aggiornamento: 21 Febbraio, 21:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA