Nel 2014 il naufragio della Norman Atlantic. Furono 31 i morti

Nel 2014 il naufragio della Norman Atlantic. Furono 31 i morti
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Venerdì 18 Febbraio 2022, 09:25 - Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 07:45

L'incendio che all'alba ha travolto la nave Euroferry Olympia della Grimaldi Lines tra Igoumenitsa e Brindisi e costretto alla evacuazione dei 288 a bordo, tutti salvi, ricorda due precedenti che hanno coinvolto gli scali portali pugliesi negli ultimi anni. Era la notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014, con bufera di neve e il mare in burrasca, quando il traghetto "Norman Atlantic" che viaggiava da Igoumenitsa (Grecia) ad Ancona con 499 persone a bordo, prese fuoco al largo delle coste albanesi. Morirono 31 passeggeri, 19 dei quali dispersi, e altri 64 rimasero feriti. Dopo l'evacuazione del traghetto con navi della Marina Militare italiana, i superstiti, e poi anche il relitto, furono portati a Brindisi, con i rimorchiatori dell'impresa brtindisina dei fratelli Barretta, e poi a Bari. Nel capoluogo pugliese, a oltre sette anni dai fatti, è ancora in corso il processo di primo grado per il naufragio.

Il processo

A poche udienze dall’inizio del giudizio, i giudici hanno stralciato la posizione di 6 dei 32 imputati, dichiarando per 5 di loro, membri dell’equipaggio italiani e greci e personale di terra, estinte per prescrizione le contestate contravvenzioni per violazioni al Codice della navigazione, mentre un altro imputato è deceduto. Nel processo restano imputati l’armatore Carlo Visentini, i due legali rappresentanti della greca Anek Lines, il comandante Argilio Giacomazzi e 20 membri dell’equipaggio, oltre alle due società. I pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano contestano loro, a vario titolo, i reati di cooperazione colposa in naufragio, omicidio colposo e lesioni colpose plurime oltre a numerose violazioni sulla sicurezza. . Alcuni mesi dopo il caso Norman, il 13 maggio 2015, al largo del porto di Bari scoppiò un incendio a bordo della motonave «Francesca» diretta a Durazzo (Albania), con 256 persone a bordo. In quella occasione non si ritenne necessario evacuare il traghetto, le fiamme furono domate, i passeggeri assistiti, la nave tornò nel porto di Bari e ripartì dopo alcune ore per Durazzo.

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