Guardia costiera in azione: maxi sequestro di cetrioli di mare

Mercoledì 2 Ottobre 2019 di Alfonso SPAGNULO
Sgominato a Fasano traffico illecito di oloturie, i cosiddetti cetrioli di mare. In seguito di una mirata attività investigativa gli ispettori pesca della Guardia Costiera del 6° Centro di Controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Bari, nella tarda serata di lunedì, hanno intercettato e fermato, in contrada Sant'Angelo a Fasano, un autoarticolato con targa greca, apparentemente destinato a trasportare alimenti vari, tanto che doveva caricare prodotti ortofrutticoli presso un deposito della zona, ma che in realtà custodiva all'interno del rimorchio ben 228 secchi di plastica di colore bianco contenenti in totale circa quattro tonnellate di oloturie provenienti dalla pesca di frodo. Il mezzo, quindi, imbarcandosi a Brindisi per la Grecia, avrebbe alimentato il fiorente mercato orientale dei cosiddetti cetrioli di mare, la cui raccolta dai pescosi fondali della Puglia è stata vietata dal Decreto del ministero delle Politiche agricole del 27 febbraio 2018, in quanto le ricerche scientifiche, condotte proprio nelle nostre acque, hanno dimostrato il ruolo fondamentale nell'ecosistema marino di questa specie appartenente alla classe degli echinodermi, al pari del riccio di mare.

La tutela di questa specie, di cui è vietata la pesca, la detenzione e lo sbarco, si è resa necessaria per evitare che la sua sistematica distruzione potesse arrecare un danno ambientale inestimabile ai nostri ecosistemi marini, poiché le oloturie svolgono un ruolo fondamentale nell'ossigenazione delle acque e il riciclo di sostanze organiche nell'ambiente in cui vivono. La loro pesca indiscriminata trae origine dall'ingente richiesta sui mercati orientali, sia per finalità cosmetiche che alimentari, costituendo un piatto ricercato della gastronomia cinese. Le oloturie hanno un elevato valore economico. In alcuni paesi, come detto, i cetrioli di mare sono considerati delle prelibatezze, in particolare in Oriente, in Cina hanno un prezzo che oscilla tra i 10 e i 600 dollari al chilo, mentre alcune specie particolarmente pregiate possono costare fino a tremila dollari al chilo. Una media sul prodotto sequestrato farebbe ammontare il valore a circa due milioni di euro.

Il consumo indiscriminato di questi animali mette a rischio anche la nostra sicurezza alimentare: i cetrioli di mare sono infatti organismi filtratori, come le cozze, e possono assorbire virus, batteri, biotossine algali e metalli pesanti, devono pertanto essere pescati in zone di mare non inquinate. L'aumento della commercializzazione di oloturie può rappresentare un serio danno per gli ecosistemi marini e un rischio per la sopravvivenza delle popolazioni di cetrioli di mare presenti nel Mediterraneo.
L'autista dell'autoarticolato è stato denunciato all'autorità giudiziaria anche per disastro ambientale, mentre l'intero quantitativo di oloturie, sottoposto a sequestro, è stato rigettato in mare trattandosi di esemplari ancora vivi. Il contrasto a questo tipo di traffico illecito rientra nell'ambito della più vasta azione di vigilanza e controllo che la Guardia Costiera svolge a tutela dell'habitat marino e costiero. Ultimo aggiornamento: 09:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA