Arrivano le banchine elettrificate. «Così avremo uno scalo meno inquinato»

Arrivano le banchine elettrificate. «Così avremo uno scalo meno inquinato»
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Sabato 26 Novembre 2022, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 09:19

Anche il porto di Brindisi potrà contare sulle banchine elettrificate, che consentono di ridurre drasticamente l'impatto ambientale dovuto alla presenza delle navi che, normalmente, per garantire la fornitura di elettricità a bordo mantengono accesi i motori ausiliari. Ieri, infatti, il presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale Ugo Patroni Griffi ha stipulato un contratto di appalto per l'espletamento di servizi di architettura e di ingegneria, relativi alla progettazione definitiva per gli interventi di elettrificazione delle banchine, previsti nei porti di Bari (banchina 10), e Brindisi (Punta delle Terrare), definiti anche cold ironing.

Progetto da 22 milioni


Il progetto, dal valore complessivo di 22 milioni di euro, prevede la realizzazione di una rete di sistemi per la fornitura di energia elettrica dalla riva alle navi durante la fase di ormeggio, in modo da ridurre al minimo l'utilizzo dei motori ausiliari di bordo per l'autoproduzione dell'energia elettrica necessaria, limitando sensibilmente emissioni di diossido di carbonio, ossidi di azoto, polveri sottili e, più in generale, di sostanze inquinanti, nonché l'impatto acustico. È prevista, inoltre, la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica, a parziale copertura del fabbisogno energetico derivante dall'attivazione dei sistemi di cold ironing.
In particolare, nel porto di Brindisi verranno elettrificati due ormeggi presso la banchina di Punta delle Terrare. L'impianto sarà dimensionato in modo da garantire l'alimentazione contemporanea di due traghetti merci o passeggeri, attraverso l'installazione di un convertitore di potenza da 6,5 megawatt con uscita a 11 chilovolt predisposto anche per un futuro ampliamento dell'impianto che consenta anche l'attracco di navi da crociera. Nel porto di Bari, invece, saranno elettrificati due ormeggi presso la Darsena di Ponente. Considerata la frequenza di attracco delle due tipologie di utenze individuate, si è stabilito di dimensionare l'impianto considerando la contemporaneità di due traghetti merci o passeggeri o, in alternativa, di un traghetto e una nave da crociera, sarà installato un convertitore di potenza da 16 megavoltampere con uscite a 6,6/11 chilovolt.


Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di due impianti fotovoltaici, uno nel porto di Bari e uno nel porto di Brindisi, la cui produzione di energia elettrica supporterà il sistema di elettrificazione delle banchine, diminuendone il fabbisogno energetico, e sarà, inoltre, impiegato per integrare e soddisfare le svariate esigenze degli ambiti portuali (catena del freddo, pubblica illuminazione, operazioni portuali e tanto altro ancora), rendendo più attrattivo l'ormeggio, con alimentazione elettrica da terra, abbattendo i costi supportati dalle compagnie.


Ma in generale, l'obiettivo primario è evitare che i motori, nel periodo di ormeggio in porto, rimangano accesi, emettendo inquinanti nell'aria. Durante la sosta in banchina, infatti, i motori a propulsione delle navi vengono spenti; tuttavia, per garantire l'erogazione dei servizi a bordo si utilizzano motori diesel ausiliari che comportano consumo di combustibile ed emissione di gas di scarico. «Una volta a regime, l'impatto sull'ambiente - commenta il presidente Patroni Griffi - sarà altamente rilevante e scientificamente rilevabile. Fissiamo un altro, importante tassello a favore della nostra strategia di rendere i porti del sistema sempre più green ed ecocompatibili. Attraverso il progetto, infatti, riusciremo ad abbattere significativamente le emissioni inquinanti, riducendo, anche, l'inquinamento acustico, senza intaccare, anzi, aumentando il comfort a bordo, durante la sosta in porto. Avremo benefici, persino, sul piano della promozione. I nostri scali, infatti, godranno di maggiore appeal per le compagnie, sempre più proiettate a scegliere prodotti green».


La durata del servizio è di massimo 90 giorni, per un importo complessivo di 487.952,71. L'importo è finanziato nell'ambito del Programma di Azione e Coesione complementare al Pon Infrastrutture e Reti 2014-2020, a cui l'Autorità di sistema era stata ammessa a finanziamento, classificandosi al secondo posto, su 14 partecipanti.
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