Riscaldamenti, rinviata l'accensione: da Roma a Milano il nuovo calendario

Complice il caldo anomalo molte città hanno deciso ulteriori rinvii

Riscaldamenti, da quando si possono accendere? Milano rimanda al 29 ottobre, Bologna al 2 novembre
Riscaldamenti, da quando si possono accendere? Milano rimanda al 29 ottobre, Bologna al 2 novembre
di Fausto Caruso
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Sabato 22 Ottobre 2022, 07:49

Il bel tempo anomalo di questi giorni dovrebbe farci drizzare i capelli per ciò che significa in termini di cambiamento climatico. Ma con la crisi energetica in corso ha permesso di far passare inosservato il rinvio delle date di accensione dei riscaldamenti in tutto il paese. A inizio settembre il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani aveva presentato il piano del nostro paese per far fronte a un eventuale stop delle forniture di gas dalla Russia. Tra i punti la riduzione dei tempi di accensione dei termosifoni nelle strutture pubbliche e private.

Il calendario

Rispetto agli anni precedenti la tabella stilata dal ministro Cingolani prevede la riduzione di quindici giorni del periodo di accensione rispetto all’anno passato, posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 quella di spegnimento. Oltre a questo i termosifoni potranno restare in funzione per un’ora in meno al giorno e viene abbassata di un grado la temperatura massima consentita, con una tolleranza di due gradi. Il rispetto del piano dovrebbe permettere al paese di risparmiare oltre 3 miliardi di metri cubi di gas.

Per sapere da che giorno sarà possibile utilizzare il riscaldamento bisogna sapere in quale delle sei fasce climatiche rientra il proprio comune. Per la zona A, che comprende la Sicilia meridionale e le isole come Lampedusa bisognerà aspettare l’8 dicembre e sarà possibile tenere i termosifoni in funzione solo per cinque ore. Nella zona B che comprende il resto dell’isola maggiore stesso giorno di inizio ma 7 ore di utilizzo consentito. Gran parte del Mezzogiorno, che comprende la Campania e la Puglia meridionale, ricade nella zona C per cui il via alle caldaie sarà dato sempre alla festa dell’Immacolata ma le ore di accensione salgono a 9. L’8 novembre si potrà avviare il termostato a Roma, Firenze, Pescara e Foggia (zona D) per un massimo di 11 ore giornaliere. Al Nord e nelle zone interne del Centro via da domani, 22 ottobre (massimo 13 ore). A Trento e in tutto l’arco alpino non sono invece previste limitazioni.

Le temperature di case e uffici non potranno superare i 19 gradi e 17 negli ambienti industriali. Le limitazioni di orario e temperature non si applicano a ospedali, cliniche, case di cura, edifici per assistenza sociale, alle scuole materne e negli asili nido, ambasciate, piscine, saune, edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e simili per i quali le autorità comunali abbiano già concesso deroghe ai limiti di temperatura dell’aria, e agli edifici dotati di impianti prevalentemente a energie rinnovabili. Inoltre in caso di temperature particolarmente rigide i comuni possono autorizzare accensioni fuori dal periodo previsto, a patto che sia per poche ore al giorno.

Bel tempo e posticipi

Nonostante le preoccupazioni iniziali, le temperature ancora primaverili hanno spinto alcuni sindaci a posticipare ulteriormente l’orario di accensione. Per Milano il calendario ministeriale prevedeva il via libera per il 22 ottobre, ma un’ordinanza del sindaco Giuseppe Sala ha spostato la data al 29 ottobre. Stessa cosa a Bergamo e Cremona, mentre Varese accenderà i termosifoni non prima del 31 ottobre. In Emilia i sindaci di Bologna e Imola hanno rimandato al 2 novembre e non si esclude che in questi giorni altri primi cittadini potrebbero optare per iniziative simili. Se il caldo anomalo dovrebbe spingerci a prendere misure urgenti per limitare le emissioni di anidride carbonica, in questo inizio di autunno ci sta probabilmente salvando da problemi di approvvigionamento energetico e alleggerendo le bollette del gas.

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