Green pass obbligatorio a lavoro, dai controlli alle sospensioni: tutte le regole. Fino a tre anni per chi falsifica il certificato

Sabato 18 Settembre 2021 di Mario Ajello
Green pass obbligatorio a lavoro, dai controlli sospensioni: tutte le regole. Fino a tre anni per chi falsifica il certificato

Green pass per tutti e dappertutto, e per chi ha completato il ciclo vaccinale il certificato verde è valido un anno dalla data dell’ultima somministrazione. Anche per chi ha fatto il vaccino a dose unica Johnson and Johnson. E chi non ha il pass? Per i lavoratori privati e pubblici che ne sono sprovvisti la sospensione dello stipendio scatta dal primo giorno. Nelle imprese con meno di 15 dipendenti la sospensione scatta dal quinto giorno. Questo il primo quadro della vita italiana al tempo del Green pass obbligatorio.

 

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Green pass obbligatorio a lavoro, tutte le regole

La questione dei controlli, e di chi deve farli all’interno del mondo del lavoro, è molto delicata. I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti a verificare il rispetto degli obblighi di certificato per l’ingresso al lavoro nella pubblica amministrazione. Il controllo viene effettuato anche sui soggetti che svolgono formazione o volontariato. Entro il 15 ottobre i datori di lavoro definiranno le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, e individueranno i soggetti incaricati dei controlli al momento dell’accesso al lavoro e delle contestazioni delle violazioni. Ci saranno strutture dedicate al controllo e figure professionali, nei vari luoghi di lavoro, aziende private e uffici pubblici, specificatamente impegnate in questa attività.

 

 

 

Sanzioni

Chi sgarra le regole sarà multato. Sì, sono previste sanzioni pecuniarie tra i 600 e 1.500 euro per i lavoratori sorpresi all’interno del luogo di lavoro senza pass. Queste sanzioni sono irrogate dai prefetti. Il datore di lavoro rischia una sanzione da 400 a mille euro, se omette i controlli. Che sono proprio a carico dei datori di lavoro. Non si può essere ammessi nei locali di lavoro senza certificato verde e si verrà considerati assenti ingiustificati. Dal primo giorno di assenza ingiustificata scatta la sospensione del rapporto di lavoro. Nei casi di assenza ingiustificata o sospensione non sono dovuti retribuzione, altri compensi o emolumenti. La riammissione in servizio è legata al possesso di Green pass valido.

 

 

Le sospensioni

Nel privato i lavoratori sono sospesi dal primo giorno nel quale risultino privi del pass o se non ne siano in possesso al momento dell’accesso al luogo di lavoro. Per le imprese con meno di 15 dipendenti la sospensione dall’attività lavorativa scatta dal quinto giorno di mancata presentazione della certificazione verde e la durata può corrispondere a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione. E comunque per un periodo non superiore a 10 giorni e non oltre il termine del 31 dicembre 2021. Ma il datore di lavoro può sostituire il lavoratore sospeso? Solo nelle imprese con meno di 15 dipendenti. Il decreto appena approvato dal governo e che sarà operativo a ottobre prevede infatti che la sospensione in caso di mancata presentazione della certificazione verde (che scatta dal quinto giorno) possa corrispondere alla durata del contratto di lavoro per la sostituzione. Comunque per un periodo non superiore a 10 giorni e non oltre il termine del 31 dicembre 2021.

 

 

I falsi certificati

Già si teme che circoleranno falsi passaporti sul Covid, ossia certificazioni farlocche. Due le possibili frodi: contraffare o acquistare un certificato falso; spacciarsi per un’altra persona mostrando la certificazione di un’altra persona. Chi falsifica una certificazione verde rischia di incorrere nel reato di falsità materiale commessa dal privato: la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni, ridotta fino a un terzo. Chi usa un pass falso senza aver preso parte alla contraffazione commette il reato di uso di atto falso, ma le pene sono ulteriormente ridotte di un terzo. Sono reati procedibili d’ufficio: chiunque potrà denunciare la falsa certificazione, sia il personale addetto al controllo, sia qualsiasi altra persona. A carico di chi utilizza la certificazione di altri potrebbe applicarsi anche il reato di sostituzione di persona, punito con la reclusione fino a un anno. Per il delitto di sostituzione di persona non sono necessari i raggiri tipici della truffa. Quindi esibire un certificato verde di un’altra persona può far scattare il reato di sostituzione di persona.

 

 

Il cambiamento

Insomma la vita cambierà per tutti, ma più controlli in cambio di più sicurezza è un affare conveniente, ma l’importante è battere il contagio e le sue varianti e cercare di non favorirlo attraverso comportamenti - mancato uso della mascherina o no alla vaccinazione - scorretti e pericolosi per la salute personale e collettiva. Resta una domanda da porre e da porsi. I lavoratori privati che non presentano il Green pass saranno licenziati? No, saranno sanzionati: sanzioni pecuniarie e sospensioni per assenza ingiustificata. Non è previsto il licenziamento sennò apriti cielo. Ma chissà se è giusto così.

 

 

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