Covid, l'altra sfida: tornare alla normalità dopo la malattia. «Molti pazienti guariti sono emotivamente fragili»

Domenica 15 Novembre 2020 di Michele Galvani
Covid, l'altra battaglia: tornare alla normalità dopo la malattia. «Molti pazienti guariti sono emotivamente fragili»

Sopravvivere al Covid è già dura per coloro che si ammalano, soprattutto gravemente, ma anche «tornare alla normalità è una lotta». Lo sostiene una recente ricerca americana: gli scienziati hanno scoperto che i sopravvissuti al virus avrebbero comunque dovuto «affrontare difficoltà di salute e finanziarie, anche per i mesi seguenti». Causando problemi non indifferenti anche a livello psicologico, per una ripresa completa che a volte rischia di essere lunga e piena di ostacoli.

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Un team di scienziati, guidato dal dottor Vineet Chopra, del sistema sanitario dell'Università del Michigan ha esaminato 488 pazienti con Covid-19 trattati e rilasciati dagli ospedali del Michigan. Li hanno intervistati circa due mesi dopo il loro rilascio, tra il 16 marzo e il 1 luglio. «Un terzo dei sopravvissuti ha riportato problemi di salute in corso, come tosse o in peggioramento e perdita persistente del gusto o dell'olfatto», hanno riferito i ricercatori questa settimana sulla rivista Annals of Internal Medicine. Quasi la metà ha affermato di essere «emotivamente colpita» dalla malattia e un piccolo numero, 28, ha cercato assistenza per «la salute mentale dopo le dimissioni dall'ospedale». Un altro 36% ha riferito «almeno un lieve impatto finanziario dal loro ricovero». Tra le persone occupate prima della malattia, il 40% ha dichiarato di aver perso il lavoro o di essere troppo malato per tornare in ufficio. Poco più di un quarto di coloro che sono tornati al lavoro, ha riferito di aver ridotto l'orario o di aver modificato le responsabilità.

 

"Per la maggior parte dei pazienti sopravvissuti, la morbilità in corso, inclusa l'incapacità di tornare alle normali attività, sintomi fisici ed emotivi e perdite finanziarie, era comune", ha scritto il team di Chopra. "Questi dati confermano che il prezzo del Covid-19 si estende ben oltre il ricovero", ha concluso lo studio. L'indagine ha riguardato 488 degli oltre 1.600 pazienti i cui record erano stati originariamente monitorati. Un terzo di quei 1.600 pazienti è morto, hanno riferito i ricercatori.

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«Quando si esaminano i tassi complessivi aggiustati per età per razza ed etnia, il tasso per le persone ispaniche o latine era circa 4,2 volte il tasso tra i bianchi non ispanici», si legge nel rapporto. «I tassi per i non ispanici indiani d'America o nativi dell'Alaska e per i neri non ispanici erano rispettivamente circa 4,1 e 3,9 volte il tasso tra i bianchi non ispanici». I dati provengono da un sistema di sorveglianza composto da 250 ospedali per cure acute in 14 Stati americani. Dalla fine di settembre, i tassi di ospedalizzazione settimanali complessivi negli Stati Uniti sono aumentati, guidati principalmente da un aumento dei tassi tra gli adulti dai 50 anni in su. Inoltre, i tassi di ospedalizzazione settimanale tra i bambini hanno avuto un aumento sostenuto di due settimane dal 24 ottobre al 7 novembre.

 

 

Ultimo aggiornamento: 15:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA