La denuncia dei mitilicoltori, produzione in picchiata per le alte temperature

La denuncia dei mitilicoltori, produzione in picchiata per le alte temperature
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Lunedì 6 Settembre 2021, 12:52 - Ultimo aggiornamento: 13:18

Crolla la produzione di cozze a Taranto. Una picchiata stimata tra il 70 e l'80% e dovuta al gran caldo indicato come la causa della moria dei molluschi in mar Piccolo. La denuncia è di Emilio Palumbo, di Agrital Pesca. Palumbo ha spiegato anche di aver inviato una lettera, insieme ad Agri Pesca e Lega Pesca, rappresentate da Cosimo D’Andria e Cosimo Bisignano, all’assessore regionale alle Politiche agricole e delle risorse del mare Donato Pentassuglia. Si chiede “un intervento che consenta di rimpolpare le risorse previste per sostenere il settore, rifinanziando la legge regionale 1 del 2016".

La denuncia

“Riteniamo indispensabile - ha sostenuto il rappresentante dei produttori - uno sforzo in più al fine di destinare un importo maggiore che, tradotto in concreto, significa dare un contributo serio alle moltissime famiglie tarantine che vivono di mitilicoltura e insieme garantiscono la continuità di un’attività secolare e quindi tradizionale. Andrebbero individuate - insiste - strade alternative per consentire agli operatori di commercializzare un prodotto di qualità. Un’idea da rispolverare potrebbe essere quella avanzata dall’Istituto Talassografico che ha proposto lo spostamento del seme dei mitili, durante la stagione più calda, in acque classificate idonee, quindi in Mar Grande, per far in modo che il processo di maturazione si completi in maniera regolare".

L'emergenza

Secondo Palumbo, infatti, le alte temperature hanno provocato il crollo della produzione del mar Piccolo. Una riduzione che si stima con percentuali altissime. Per questo la soluzione è quella del trasferimento "evitando così il fenomeno della moria legata alle temperature troppo alte. Il trasferimento in Mar Grande dei mitili che non hanno superato i 3 centimetri, consente di ridurre in misura consistente, in circa 45 giorni, i pcb presenti. Auspicabile anche - conclude Palumbo - che vengano predisposti fondi per il sostegno ad un settore in grande sofferenza, che va senza salvaguardato”.

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