Maxi mercantile rischia di incagliarsi: salvataggio in extremis. La manovra del capitano

Giovedì 1 Aprile 2021

Il grosso mercantile carico di minerale di ferro ha rischiato di incagliarsi sul fondale di mar Grande. Sfiorando anche alcuni impianti di mitilicoltura. Fortunatamente ad evitare l'incidente è intervenuto il capitano Stefano Galuppo, pilota in servizio nel porto di Taranto da vent'anni. Un'esperienza lunghissima che si è rivelata decisiva per sventare l'incidente. Lo scorso 15 marzo, infatti, il capitano Galuppo si è precipitato a bordo della nave portarinfuse Cape Eagle, battente bandiera liberiana, con a bordo 77.229 tonnellate di minerale di ferro Kumba (di origine sudafricana). Ed ha chiesto l'intervento di due rimorchiatori per evitare che il mercantile si arenasse sui fondali bassi, con il rischio di seri danni all'ambiente eco-marino e ad alcuni impianti di mitilicoltura e alla stessa nave.

 

L'INTERVENTO


L'intervento ha preso il via intorno alle 11,30 dello scorso 15 marzo, quando dalla nave battente bandiera straniera è scattata la richiesta di aiuto. Via radio, infatti, il comandante della nave, ancorata nella rada di mar Grande, ha contattato il pilota in servizio per avvertirlo che l'ancora aveva iniziato ad arare ovvero aveva perso la sua tenuta. Quindi il mercantile ha cominciato a muoversi in maniera autonoma.
Alla comunicazione ha risposto prontamente proprio il capitano Galuppo.
L'esperto capitano è uscito immediatamente in mare a bordo della pilotina di servizio per raggiungere la nave in difficoltà. Mentre navigava verso la nave, ha ricevuto un'altra chiamata. Alla radio ancora il comandante della Cape Eagle, che richiedeva nuovamente l'immediata assistenza del pilota, il quale, peraltro, era oramai nei pressi del mercantile. Contestualmente Galuppo ha chiesto l'urgente intervento di due rimorchiatori, indicando di raggiungere nel più breve tempo possibile la nave in difficoltà in maniera tale da riuscire nell'operazione di soccorso finalizzata ad evitare eventuali incidenti.
Alle 11.30 il Capitano Galuppo si è imbarcato sulla Cape Eagle, nel momento in cui la nave era ormai vicinissima alla zona con un fondale basso e non lontana dai gavitelli degli allevamenti di mitili.
Una volta a bordo, il pilota ha constatato che nonostante il propulsore fosse a marcia avanti la velocità era pari a zero, il pilota ha ordinato ad un primo rimorchiatore di spingere nel quadrante di poppa e, ad un secondo, posizionato a prora, di rimorchiare la nave in avanti, utilizzando la massima potenza disponibile. Finalmente, dopo alcuni  minuti, la Cape Eagle ha cominciato a muoversi in avanti e a riprendere il mare, allontanandosi dalla zona in cui rischiava di incagliarsi

 

IL RINGRAZIAMENTO


«Grazie all'intervento tempestivo del pilota, alla sua esperienza e alla profonda conoscenza degli elementi fisici ed atmosferici della rada di Mar Grande - si legge nella nota diffusa dall'Unione piloti dei porti - è stato evitato, con l'ausilio dei rimorchiatori, che il vento traversasse la nave spingendola sul basso fondale con tutti i rischi e i pericoli derivante da una simile situazione. Tutte le fasi dell'operazione di messa in sicurezza della Cape Eagle, intervento che si è concluso alle 14.18 - conclude il documento - sono state riferite dal capitano Galuppo alla Capitaneria di Porto che al termine ha autorizzato la nave portarinfuse a recarsi fuori dalle ostruzioni portuali».

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Ultimo aggiornamento: 12:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA