Apre e chiude in quattro giorni, il bluff di Medicina a Taranto. Il rettore trasferisce gli studenti a Bari

Martedì 22 Ottobre 2019 di Nicola SAMMALI
Chiude, incredibilmente, dopo neppure due settimane di lezioni, il corso di laurea in Medicina e Chirurgia a Taranto, inaugurato appena quattro giorni fa nella sede della Cittadella della Carità nel quartiere Paolo VI. Gli studenti saranno trasferiti a Bari e la sospensione di Medicina e Chirurgia a Taranto avrà effetto a partire da lunedì prossimo. La decisione è stata comunicata nella serata di ieri, con una nota a firma del rettore dell'Università di Bari Stefano Bronzini.

Il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, attivato per la prima volta a Taranto, era partito tra le proteste degli studenti e dei genitori, culminate con la richiesta di trasferimento immediato a Bari avanzata venerdì 18 in conferenza di servizi. Preso atto della volontà degli studenti di ottenere il nulla osta per lasciare la sede di Taranto (su quarantotto destinati a Taranto soltanto in quattro l'avevano inserita come prima scelta), Bronzini ha riportato in consiglio d'amministrazione quanto emerso nell'acceso incontro. Poi l'amaro epilogo. «I candidati che hanno espresso preferenza per la sede didattica di Taranto e/o a detta sede assegnati in base alle graduatorie pubblicate sul sito di Ateneo - si legge -, sono ammessi alla frequenza dei corsi di Laurea magistrale in Medicina e Chirurgia presso la sede didattica di Bari. Il provvedimento decorre da lunedì 28 ottobre 2019».

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Taranto: al via da oggi le lezioni di Medicina

Studenti e genitori lamentavano carenze della sede, dei trasporti, avanzando dubbi anche sulla  qualità dell'offerta formativa. «Il rettore - conclude la nota - ringrazia tutti gli artefici istituzionali del progetto Medicina Taranto che hanno partecipato al comune desiderio di costituzione di una realtà formativa anche in ambito sanitario, certo che il cammino intrapreso potrà trovare piena realizzazione in un prossimo futuro».

Il sindaco Melucci è intervenuto sulla decisione di sospendere le lezioni a Taranto. «Siamo orgogliosi di essere stati tra i principali attori che, dopo decadi di sterili discussioni, sono riusciti ad aprire una prospettiva concreta per un corso di laurea in medicina a Taranto. Abbiamo convintamente e materialmente sostenuto l'Università degli Studi Aldo Moro in ogni fase di questo insediamento, che ci sembra solo per motivazioni burocratiche e qualche futile interesse di parte stia slittando di almeno un anno. Pur comprendendo gli impedimenti di natura tecnico-amministrativa, non potevamo non esprimere un profondo rammarico al magnifico rettore ed al Miur per la frettolosa decisione di frenare questo avvio, che tanto entusiasmo e tanta speranza avevano già ingenerato nella città. Taranto meritava uno sforzo maggiore e una logica meno ingessata, considerato il suo storico contributo al Paese».

«Ora ci attendiamo chiarezza ed atti formali per assicurare il corso del 2020-21. Fino ad allora saremo nostro malgrado costretti a sospendere gli effetti e le contribuzioni di cui al recente accordo di programma siglato tra il Comune di Taranto e l'Università degli Studi Aldo Moro. Università che sentiamo di tutti i pugliesi e che forse qualcuno anacronisticamente ritiene ancora esclusivamente barese. Confermiamo la massima collaborazione al professor Bronzini ed alla sua struttura, ma adesso chiediamo un serio ed articolato piano di rilancio della presenza universitaria a Taranto, fondamentale per la auspicata svolta della comunità ionica». Il presidente Gesualdo, infine, ha confermato che «si tratta di una sospensione e non di una chiusura: ci attiveremo già per il prossimo bando, ma gli studenti di Taranto devono dare una maggiore risposta. Non chiudiamo ma rilanciamo per un progetto più solido per il 2020/2021».
  Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 12:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA