Giallo nel Milanese: pugliese ucciso a colpi di pistola in un garage

Giovedì 17 Ottobre 2019 di Mario DILIBERTO
Undici colpi di pistola esplosi a ripetizione. Molti dei quali a segno. Così l'altra sera a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, è strato assassinato Donato Carbone, imprenditore edile tarantino di 63 anni. Ed ora è caccia al sicario che dopo aver freddato Carbone si è allontanato a bordo di una utilitaria di provenienza furtiva. Con gli investigatori del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Milano che sembrano aver già imboccato una pista privilegiata per decifrare lo spietato omicidio e catturare il responsabile.

Donato Carbone mercoledì sera aveva appena fermato la vettura nel garage della sua abitazione, quando è stato investito dalla tempesta di fuoco che non gli ha dato scampo. Si è accasciato sul sedile della sua Mercedes ed è morto sul colpo. A lanciare l'allarme è stato un vicino della vittima, molto conosciuta in quella zona. Il tarantino, infatti, da tempo viveva nel comune a nord- est di Milano con la sua famiglia.

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L'altra sera il 63enne, con alle spalle un passato da titolare di una impresa di ristrutturazioni, è uscito dalla sua casa per fare un salto al supermercato. Voleva comprare un'insalata. Si è allontanato ed è rientrato dopo pochi minuti. Ma nel corridoio dei box condominiali, lontano dalle telecamere di videosorveglianza del complesso, ha trovato ad attenderlo il suo assassino. Il killer ha individuato l'obiettivo e ha premuto a ripetizione il grilletto della sua pistola calibro 9x21. I primi colpi sono stati esplosi da lontano, ma sparando il sicario si è avvicinando continuando a scaricare piombo sulla vittima.
Per il povero Donato Carbone non c'è stato nulla da fare. È stato raggiunto da diverse pallottole ed è caduto riverso sul sedile della sua macchina.

Il cadavere è stato trovato da quel vicino che ha subito chiesto l'intervento dei carabinieri. Sul posto sono piombati gli uomini del nucleo investigativo del comando provinciale .
Gli inquirenti, coordinati dal tenente colonnello Cataldo Pantaleo, hanno immediatamente effettuato i rilievi per chiarire la dinamica dell'agguato. E hanno avviato le indagini per individuare movente e responsabile del brutale omicidio.
I primi accertamenti hanno consentito di ricostruire i momenti dell'imboscata e la fuga del killer a bordo di una utilitaria rubata. Macchina che è stata già ritrovata dai carabinieri durante la febbrile attività avviata mercoledì sera.

I militari, in queste ore, stanno pazientemente ricostruendo gli ultimi spostamenti e contatti della vittima. Per questo stanno scavando nella memoria del suo cellulare. Si indaga in varie direzioni, ma, stando a quanto filtrato, ci sarebbe una pista privilegiata. E già a stretto giro di posta si potrebbe registrare la prima e decisiva svolta per risalire al killer. Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 21:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA