Decarbonizzazione ex Ilva, soldi bloccati: manca decreto attuativo

Decarbonizzazione ex Ilva, soldi bloccati: manca decreto attuativo
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Venerdì 17 Giugno 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 12:08

Nuova puntata nella vicenda dell’ex Ilva. Ieri i commissari straordinari di Ilva in amministrazione straordinaria, Antonio Lupo, Francesco Ardito e Alessandro Danovi, sono stati auditi in Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali. Incontro dal quale è emerso che i 150 milioni di euro da utilizzare per la decarbonizzazione, il cui cambio di destinazione è stato previsto dal Dl Ucraina bis, «non sono ancora disponibili perchè manca il decreto attuativo che sarà emanato quando i ministeri saranno pronti per farlo. I 150 milioni - hanno aggiunto - sono evidentemente insufficienti per la costruzione di un forno elettrico, ma possono essere spesi, ad esempio, per la progettazione piuttosto che per altre cose. Come dovranno essere spesi sarà oggetto del decreto che dovrà dire chi dovranno essere i soggetti titolati a presentare i progetti e come dovranno essere gestiti, come dovranno essere rendicontati, quali saranno le attività». 

L'audizione

I commissari hanno precisato che i fondi per le bonifiche «derivano da una transazione stipulata da Ilva in As con la famiglia Riva fatta nel maggio 2017 per la somma di un miliardo e 157 milioni di euro, transitata nel patrimonio di Ilva in As con la costituzione di un patrimonio destinato attraverso un prestito obbligazionario. Il trasferimento dei fondi è stato completato nel dicembre 2018. I singoli budget di spesa, è stato precisato, «per gli interventi e le aree di competenza sono stati indicati dalla Comfort Letter della Commissione Ue del 4 maggio 2016, di concerto con il governo italiano, che è stata base per l’effettuazione della gara pubblica fatta con i precedenti governi e che ha dato luogo alla stipulazione del contratto di affitto degli impianti con Acciaierie d’Italia».

Nello specifico, 540 milioni fanno capo a interventi di Acciaierie d’Italia, 467 milioni ad Ilva in As e 150 milioni per la decarbonizzazione (che sono in attesa di decreto attuativo e probabilmente saranno utilizzati in co-gestione). 


E sempre ieri l’Usb è tornato sull’incontro per i lavoratori ex Ilva in As tenuto nel pomeriggio di lunedì, che «è servito per avere ulteriori chiarimenti dall’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, Sebastiano Leo, e dal presidente della Task Force regionale sull’occupazione, Leo Caroli, in merito alle modalità e ai tempi con cui partiranno i corsi di riqualificazione professionale destinati ai cassintegrati dello stabilimento siderurgico che sono in amministrazione straordinaria. I corsi che, a quanto pare saranno necessariamente in presenza, dal momento che si è esaurita la fase emergenziale, partiranno a settembre. Già a fine agosto i lavoratori verranno messi in condizione di scegliere quale corso seguire, e una volta avviate le lezioni, otterranno 6 euro a ora come indennità di frequenza. Le proposte a firma dell’Unione Sindacale di Base, mirate ad ottenere un incremento dell’indennità fino a 8 euro all’ora e ad inserire percorsi formativi che siano più in sintonia con la provenienza dal mondo della siderurgia, verranno, a detta dell’assessore Leo, prese in considerazione per il futuro. Positivo l’atteggiamento assunto dai rappresentanti della Regione circa la richiesta avanzata dalla nostra organizzazione sindacale al fine di impiegare in lavori di pubblica utilità questa parte di lavoratori che ora sono al di fuori della fabbrica tarantina. Il presidente Caroli ha dichiarato che non ci sono ostacoli che impediscono che questo si realizzi, ma che, dal momento che vi è la volontà politica dell’ente, va individuata la strada da percorrere».

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