Caos Ilva e diatribe giudiziarie, il ministro Cingolani precisa: «Il ricorso contro la sentenza riguarda esclusivamente il pagamento delle spese»

Lunedì 19 Aprile 2021
Caos Ilva e diatribe giudiziarie, il ministro Cingolani precisa: «Il ricorso contro la sentenza riguarda esclusivamente il pagamento delle spese»

«Si smentisce categoricamente che il ministro Cingolani abbia mai detto o scritto le frasi che gli sono state attribuite in merito alla vicenda del ricorso ex Ilva presso il Tar di Lecce. Né nei documenti, né nelle interviste sono mai state pronunciate. Si chiede pertanto di rettificare, laddove dovessero essere state erroneamente attribuite. Si precisa, altresì, che il ricorso presentato contro la sentenza riguarda esclusivamente il pagamento delle spese, ritenute richieste indebitamente».

Così il ministero della Transizione ecologica Cingolani precisa quanto successo nell'iter giudiziario che vede coinvolti ArcelorMittal, Ilva in As e Comune di Taranto.

 

L'iter giudiziario

 

La guerra a carte bollate tra Ilva in amministrazione straordinaria e Arcelor Mittal in giudizio contro Comune di Taranto, Regione Puglia, Arpa e Ispra è giunta al Consiglio di Stato: nell'udienza di merito prevista per il 13 maggio si deciderà sulla sentenza con la quale il Tar di Lecce, nel febbraio scorso, aveva rigettato l'opposizione dei gestori e dei proprietari del siderurgico all'ordinanza del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

Il provvedimento risale ormai a marzo 2020: dopo ripetuti sforamenti di emissioni inquinanti, si era dato 30 giorni per individuare le fonti delle stesse emissioni e porre rimedio. In alternativa, si ordinava il fermo degli impianti dell'area a caldo. Il tribunale amministrativo ha sostanzialmente confermato la tesi dell'amministrazione comunale. Il Consiglio di Stato ha concesso una sospensiva e il mese prossimo si capirà il destino degli impianti dell'acciaieria.

 

L'attacco di Melucci

 

«Aiuteremo il ministro Cingolani ad evitarsi altre brutte figure, gli stiamo inoltrando alcuni studi scientifici sull'ex Ilva». Così aveva attaccato nel pomeriggio il sindaco Rinaldo Melucci.

«Credo che in soli due mesi il ministro Cingolani abbia già offerto un campionario notevole di dichiarazioni ed iniziative molto sgradevoli sull'ex Ilva, dandoci il segno che abbia una concezione assai singolare della transizione ecologica e del suo ruolo all'interno di un governo, che lo stesso premier Draghi ha definito ambientalista all'atto dell'insediamento».

«Ciò che fa più male è sentire parlare di pregiudizi ideologici, dopo anni di tavoli istituzionali e di studi scientifici indipendenti, è un insulto ai tanti che qui si ammalano, in età sempre più giovane. Il Comune di Taranto aveva già chiaro da tempo che l'ex ministero dell'Ambiente non era un alleato in questa battaglia di civiltà e per la qualità della vita dei cittadini. Oggi cambia perciò poco, proviamo solo imbarazzo per chi interpreta a questa maniera le istituzioni repubblicane. E andiamo certamente avanti, se possibile persino con maggiore convinzione, sulla strada della difesa della salute dei tarantini».

Ultimo aggiornamento: 21:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA