«L'Argentina è sotto choc, impensabile un futuro senza di lui»: la commozione di “Beto” Barbas

Giovedì 26 Novembre 2020 di Lino DE LORENZIS

Tutto il dolore del popolo argentino per la morte di Diego Armando Maradona nelle parole di uno degli amici di sempre, Juan Alberto “Beto” Barbas. «Con Diego ci eravamo ripromessi di organizzare un asado alla fine di questa pandemia, purtroppo non potrà mantenere la promessa. È accaduto tutto così in fretta e questo mi tormenta». Dalla sua abitazione di Buenos Aires, l’ex capitano del Lecce racconta il suo Diego Maradona. «Un uomo speciale, unico per generosità, umiltà e disponibilità verso tutti - dice al telefono con la voce rotta dall’emozione -. A settembre avevo postato sul mio profilo Instagram una foto che mi ritraeva in compagnia di Diego, eravamo giovanissimi, e forse anche per questo non ricordo granché di quella foto. So solo che l’ho trovata tra i miei ricordi ed ho voluto renderla pubblica. Poco dopo, Diego ha risposto direttamente sul mio profilo ricordando tutti i particolari di quel giorno in cui ci affrontammo da avversari, lui con l’Argentinos Juniors ed io con il Racing. Ci eravamo lasciati dandoci appuntamento per quell’asado che ora non ci sarà più».

Non solo avversari, Diego e Beto sono stati anche compagni di squadra e amici fraterni tant’è che nel 1985 Maradona e la moglie Claudia Villafane battezzarono la secondogenita di Barbas, Daniela. «Avevamo in comune un’infanzia difficile, le nostre famiglie erano molto povere e per sfondare nel calcio ne abbiamo fatti di sacrifici. Non potete neanche immaginare. Siamo partiti dal basso per salire, insieme, sul tetto del mondo nel 1979: campioni del mondo Under 20. Io e Diego eravamo compagni di camera, parlavamo tantissimo. Lui sicuramente più di me, io ero taciturno ma amavo ascoltarlo. Mi riempiva il cuore e l’animo. Era così con tutti. Pensate che oggi, dopo aver appreso la notizia della morte di Diego, il nostro vecchio commissario tecnico, Luis Cesar Menotti, ha scritto una frase bellissima nel gruppo whatsapp dei campioni del mondo del 1979: “Ragazzi, abbiamo perso il nostro Capitano”. È vero, Diego ha lasciato un vuoto incolmabile in tutti noi».

Mentre parla al telefono, Barbas segue con attenzione la diretta della tv argentina. «A Barrio San Andrés, una zona residenziale della Capitale, ci sono già centinaia di giornalisti. Qui il lockdown non è ancora finito, c’è sicuramente più libertà rispetto ai mesi scorsi, ma le restrizioni sono ancora tantissime. Avrei voglia di andare a dargli l’ultimo saluto e spero con tutto il cuore di poterlo fare. Il Paese è sotto shock, ci saranno tre giorni di lutto nazionale. Sarà dura per tutti, come farà ora l’Argentina a vivere senza il suo Diego?». 

Ultimo aggiornamento: 10:31
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