Il Brescia promosso in A dopo 8 anni. Il millennial Tonali, i 25 gol di Donnarumma. Il rilancio di Corini e Cellino

Mercoledì 1 Maggio 2019 di ​Vanni Zagnoli

E’ la serie A del Brescia, 8 anni dopo. E’ la prima promozione per Eugenio Corini allenatore, partito da qui, in serie A, a 17 anni.
Con l’Ascoli non succede molto, i marchigiani sono salvi già alla vigilia, per alimentare la rincorsa ai playoff dovrebbero vincere e comunque sarebbero a -2 dall’ottava posizione, troppo difficile, anche se la squadra di Vivarini era in un buon momento e infatti inizia bene, con Frattesi, Chaija e Addae. Al 18’ su cross da destra di Spalek, Dessena coglie il palo. Tonali, classe 2000, serve Torregrossa, il pallonetto è alto. Il gol della matematica promozione arriva al 36’, da destra il cross di Dimitri Bisoli (figlio dell’allenatore Pierpaolo, ex rondinella), Dessena scarica il destro che fa esplodere lo stadio Rigamonti, ha 32 anni e nelle ultime stagioni era stato penalizzato da due infortuni gravi. Poi i tentativi di Cistana e Spalek.
Nel secondo tempo succede quasi nulla, una conclusione da fuori di Torregrossa, il finale è teso, con il destro di Cavion fermato da Alfonso. Il resto è festa, con il portiere Enrico Alfonso a guidare i cori con il megafono e la sciarpata della curva. “E’ stato a Natale - spiega Eugenio Corini - che ci siamo resi conto che la stagione avrebbe potuto essere diversa. Ringrazio il presidente Cellino per l’opportunità”.
Al secondo tentativo, in effetti, l’ex massimo dirigente del Cagliari e del Leeds, in Inghilterra, coglie il ritorno in A, supportato anche da Tommaso Ghirardi, l’ex presidente del Parma, che anni fa preferì il Parma all’eredità di Gino Corioni, nel frattempo scomparso.
A metà settembre, Cellino aveva firmato il primo esonero stagionale nel calcio professionistico, licenziando David Suazo dopo appena 3 gare di campionato (con due punti) e l'uscita al secondo turno di coppa Italia. L'honduregno era stato vice al Cagliari e poi tecnico delle giovanili, è acerbo per la serie B. Da regista, Corini è stato professionista per la bellezza di 23 stagioni, fra Brescia e la Juve (di Maifredi e Trapattoni), Sampdoria (l’anno successivo alla finale di coppa dei Campioni) e Napoli, di nuovo Brescia e Piacenza, Verona. Infine i grandi cicli: Chievo (con debutto in Europa), Palermo (due avventure in Uefa) e la chiusura al Toro. Da tecnico avrebbe dovuto iniziare dalla B, a Portogruaro, si dimise in estate perchè la squadra non era abbastanza competitiva, subentrò e fu esonerato a Crotone. Poi la discesa in C, subentro e salvezza a Frosinone, il debutto in A al Chievo, con due salvezze a forte impronta difensiva. Pochi mesi al Palermo, dove avrebbe meritato più tempo, poi il Novara, in B. Dove a febbraio di un anno fa venne esonerato, ma era in posizione utile per la salvezza, che poi mancò Mimmo Di Carlo. Corini salì in A con il Chievo e il Palermo: “Da calciatore e da allenatore - racconta - sono emozioni diverse, ora ho una responsabilità differente e quindi la gioia è tanta. È stato un anno difficile per tanti versi, sono felice per i giocatori e per i tifosi”. 
Alfredo Donnarumma era stato promosso un anno fa, con l’Empoli: “Avevo trovato una piazza delusa - racconta il capocannoniere, 25 reti -, ora sono felice del primo posto. Ho sempre creduto in questo progetto e in questa gente. Vado a riprendere quello che mi hanno levato sul campo, abbiamo riportato entusiasmo, è bello vincere qui”.
Il portiere titolare è Alfonso, ma per 6 gare Corini gli aveva preferito Andrenacci, a metà stagione. Oggi a destra ha giocato il ceco Mateju, in mezzo la rivelazione Cistana e Simone Romagnoli, già arrivato in A nel Carpi, a sinistra Martella, fra gli artefici della promozione e salvezza in A del Crotone. In mezzo Bisoli junior, Tonali (considerato il futuro Pirlo) e Dessena, davanti lo slovacco Spalek con l’estroso Torregrossa e con Donnarumma. A 35 anni, Gastaldello è in genere riserva dei centrali, è entrato come omaggio alla carriera, contributi importanti sono anche da Edoardo Lancini e Luigi Carillo, dall’esterno brasiliano Curcio e da Sabelli, da Dall’Oglio e, di recente, dal 18enne Mattia Viviani. Significativo anche l’arrembare dell’albanese Ndoj, di Tremolada e della punta Rodriguez, spagnola.
Il Brescia è primo nella classifica di serie B di ogni tempo e primatista di partecipazioni, con 61 campionati cadetti. Si è guadagnato il diritto al 23° campionato di A, il miglior piazzamento fu l’8° posto, nel 2000-01, con Luca Toni e Roberto Baggio, che poi persero la finale di Intertoto, a Parigi, con il Psg. Fra le rondinelle memorabili anche Pep Guardiola, fermato per un doping contestate, il rumeno Gheorghe Hagi, i campioni del mondo Alessandro Altobelli e Andrea Pirlo. Questa è l11. promozione nella massima serie, senza Roberto Baggio, tuttavia, in A il Brescia non si salva da mezzo secolo e anche la prossima stagione sarà dura. Lo stadio Mario Rigamonti è fra i più vecchi, come quello di Bergamo, oggi la parte inferiore dei distinti era vuota. Serviranno lavori, a Mompiano.

 

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