Roberto Mancini a Verissimo: «Vialli è come un fratello. Abbiamo ancora molte cose da fare insieme»

Il C.T. della Nazionale Italiana, Roberto Mancini, ospite per la prima volta a Verissimo domenica 7 novembre

Venerdì 5 Novembre 2021 di Ida Di Grazia
Roberto Mancini domenica a Verissimo: «Vialli è come un fratello. Abbiamo ancora molte cose da fare insieme»

Roberto Mancini domenica a Verissimo: «Vialli è come un fratello. Abbiamo ancora molte cose da fare insieme». Il C.T. della Nazionale Italiana ripercorre le emozioni della vittoria dell’Europeo di quest’estate e racconta della sua amicizia con Gianluca Vialli che sta combattendo da anni contro un tumore al pancreas.

 

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Roberto Mancini, ct della Nazionale italiana di calcio, ospite per la prima volta a Verissimo domenica 7 novembre.  L'allenatore ripercorre con Silvia Toffanin le emozioni della vittoria dell’Europeo di quest’estate: «Nella mia carriera calcistica ho vissuto tanti momenti belli e vittoriosi ma questo ha rappresentato qualcosa di diverso perché avevamo tutta l’Italia a tifare per noi. È stato straordinario e la cosa che più ci ha fatto piacere è stato il fatto di aver fatto felici tutti quanti». Un trionfo ancora più bello perché inaspettato e perché circondato dallo scetticismo di molti: «In pochi ci credevano, quando abbiamo cominciato tre anni fa sembrava una cosa impossibile: devo dire grazie ai ragazzi per quello che hanno fatto».

 

Tra le immagini più significative dell’avventura azzurra c’è l’abbraccio con Gianluca Vialli appena dopo aver vinto la finale: «Trent’anni fa, nello stesso stadio, io e Gianluca, avevamo perso una finale di Coppa dei Campioni con la Sampdoria, quindi quella notte abbiamo chiuso un cerchio nel migliore dei modi. È stato bellissimo farlo con la Nazionale. Abbiamo giocato tanti anni insieme, siamo praticamente fratelli e ci portiamo dietro ricordi indelebili».

 

A Silvia Toffanin che gli chiede come stia adesso Vialli che sta combattendo da anni contro un tumore al pancreas, Mancini confessa: «Sta bene, è in forma e dobbiamo fare ancora tante cose insieme. Lui è forte, molto più di me. Credo che il fatto di stare insieme e di pensare al calcio, che è il nostro lavoro da sempre, lo abbia fatto stare bene. È un ragazzo forte e intelligente, è sempre stato un esempio e un punto di riferimento per tutti noi».

 

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