Alessandro Zan a Verissimo il suo dolore: «Ho subito del bullismo: mi davano della femminuccia»

Il deputato del PD Alessandro Zan si racconta emozionato e senza filtri a Silvia Toffanin, in un’intervista personale in onda sabato 6 novembre a Verissimo

Venerdì 5 Novembre 2021 di Ida Di Grazia
Alessandro Zan si racconta a Verissimo il suo dolore: «Mio padre considerava l omosessualità una malattia. Ho avuto paura»

Alessandro Zan si racconta a Verissimo il suo dolore: «Ho subito del bullismo: mi davano della femminuccia». Un racconto inedito, al di là del ruolo politico, che inizia ripercorrendo la sua adolescenza, un periodo delicato in cui ha preso consapevolezza del proprio orientamento sessuale.

 

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Un’intervista molto intima e personale quella del deputato del PD Alessandro Zan  in onda sabato 6 novembre a Verissimo. Un racconto inedito, al di là del ruolo politico, che inizia ripercorrendo la sua adolescenza, un periodo delicato in cui ha preso consapevolezza del proprio orientamento sessuale: «Ho conosciuto la paura quando mi sono reso conto, durante l’adolescenza, che l’omosessualità non era un’opzione possibile nella società in cui vivevo. Capivo che questo non era un aspetto accettato sia in famiglia che a scuola: i miei compagni facevano battute omofobe e io dovevo nascondermi».

 

Ai microfoni del talk show, il deputato confessa: «Ho subito del bullismo: mi davano della femminuccia. Quando sono diventano adulto la mia mente ha rimosso le cose dolorose, ma le parole sono delle pietre che creano ferite».

 

Nell’autobiografia appena pubblicata, dal titolo “Senza Paura”, Alessandro rivive uno dei momenti più sofferti della sua vita, ovvero il coming out con la famiglia: «Mia madre mi ha accolto e mi è stata molto vicina. Con mio padre, invece, è stata una tragedia. Lui è cresciuto in una famiglia particolarmente tradizionale, segnato da un’infanzia difficile e cresciuto in un contesto culturale dove l’omosessualità era considerata una malattia. Quando gliel’ho detto non ci siamo parlati per mesi”.

 

Un passaggio travagliato ma che, alla fine, si è dimostrato utile per ritrovare l’amore paterno: «Ho passato dei momenti difficili: ho deciso di andarmene di casa ma è stata una scelta necessaria che poi ci ha unito nuovamente. Infatti, dopo una prima reazione di rabbia, mio padre ha iniziato un suo percorso che l’ha portato ad accettarmi. Alla fine, ha cercato di rimediare e mi ha dimostrato tutto il suo sostegno, si è anche impegnato nella mia campagna elettorale».

 

A Silvia Toffanin che gli chiede come viva oggi l’amore, Zan risponde: «Non ho un compagno, ma la speranza di innamorarmi e di vivere con una persona c’è sempre». E alla domanda su quale sia il valore più importante trasmesso dalla madre, Alessandro non ha dubbi: «Mia madre mi ha trasmesso la gentilezza che nella società e in politica si vede poco».

 

Una storia personale, quella di Alessandro Zan, che si è trasformata in una battaglia politica portata nelle aule parlamentati attraverso il discusso DDL da lui promosso, che ha subito nei giorni scorsi la bocciatura del Senato: «È una battaglia che devo ai tanti giovani che ci credono e che vogliono lottare per questo paese, affinché non ci siano più persone che vengano discriminate, bullizzate e fatte oggetto di violenza semplicemente per quello che sono.  Vale la pena lottare fino in fondo».

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